Educazione ai voti e alle rispettive virtù
Conoscere e vivere le modalità dell'obbedienza: "deve essere perfettamente umana, ossia morale. Dev'essere effettiva, ossia esteriore, esecutiva del comando nel modo detto sopra. Dev'essere anche affettiva, volontaria, razionale, cioè degna di un uomo intelligente e libero e capace di amare, ossia morale".
III - Il modo di obbedire è detto in queste tre parole: studet, fideliter, quam perfectissime. (...) V - L'obbedienza deve essere soprannaturale; e il carattere spirituale e soprannaturale della nostra obbedienza sampaolina sta nell'onorare, seguire, imitare, vivere la vita del Divin Maestro nel mistero della sua obbedienza. (...)" (Art. 105-108).
Attraverso la castità consacrata a Dio ("angelica") si cerca ancor più decisamente di "piacere a Gesù, il Divin Maestro":
I - Il motivo determinante e il fine da raggiungere è questo: piacere a Gesù, il Divin Maestro. II - La castità angelica, cioè purissima, perpetua, consacrata a Dio, stabilita dal voto, verginale, sia un ideale di ammirazione, di elevazione, di contemplazione. III - La castità angelica sia il bravium, la meta, desiderata, bramata, voluta, ricercata, perseguita con tutti i sentimenti, le decisioni, gli sforzi, con tutta l'anima, con tutti i sensi. IV - La castità angelica dimori in ogni senso del corpo, in ogni facoltà dell'anima. V - La castità angelica si circonda, si sostiene e si fortifica nella mortificazione interna ed esterna, universale e continuata, attenta e svelta. VI - La castità angelica si radica e si illumina nella lettura del Vangelo, il quale fa vergine il pensiero e pura la mente. VII - La castità angelica si nutre, si cresce, si eleva, si estende, con l'orazione perseverante ed infallibile. VIII - La castità angelica nasce e si conserva e si sviluppa sotto l'occhio della Madonna, e nel giardino della devozione particolare a la Madonna. IX - La castità angelica si irrora, si eleva, si incorpora a quella di Gesù Maestro coi sacramenti della Comunione e della Confessione, i quali danno il sangue che germina i vergini, il Sangue che redime e restaura, e rinnova. X - La castità angelica non si governa nella sua pace senza l'aiuto della Direzione spirituale, la quale fa luce, consola, conforta, sospinge, sostiene, rende atti alla lotta, capaci ai meriti della battaglia e della vittoria. (Art. 115).
Particolare "educazione" viene richiesta per la povertà, presentata come il "fondamento morale della perfezione religiosa": I - Educare la mente a pensarne bene e a stimarla assai... II - Educare il cuore ad amarla, a desiderarla, a promuoverla in sé di continuo, e sempre più... III - Educare la volontà a ricercarla, a conquistarla dappertutto, in ogni cosa... (Art. 127).
Nell'impegno di "sradicare a poco a poco qualunque affetto per i beni temporali" (Cost. 130), Don Giaccardo vede l'eroismo nella povertà.
I - Il giusto amore verso i beni temporali è lecito: ma l'eroismo della povertà vigila, combatte, si libera con delicatezza da ogni affetto, anche dall'affetto lecito, verso i beni temporali; e si rende indifferente verso di essi ponendo in Dio tutta la fiducia. (...) (Art. 130).
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