Le "quattro ruote"
La conoscenza e l'applicazione delle "quattro ruote" costituiscono le "principali attività della nostra Congregazione".
Della pietà, "radice di tutte le virtù religiose", è importante formarsi un concetto "giusto, profondo e radioso" (art.143). Infatti, "la pietà è il fondamento di tutta la vita religiosa: perciò la pietà è di tutti, la pietà è di ogni casa, la pietà è per ogni ufficio, la pietà è per tutta la vita; come sul fondamento poggia tutta la casa, in tutte le sue parti, così su la pietà poggia tutta la vita sampaolina, in tutti i suoi organi e le sue funzioni". Lo studio ha come obiettivo il formare "maestri valenti delle anime". Ma per questo è indispensabile "che diventiamo umili e assidui discepoli del Divin Maestro" (art. 173).
II - Che i nostri studi mirino alla sintesi e alla unificazione in Gesù Cristo, qui replet omnia, in quo omnia constant, qui est caput omnium. IV - Dobbiamo perciò ogni materia apprendere e insegnare sub lumine fidei; anche nelle scuole preparatorie, classiche e scientifiche; ogni verità infatti procede ed è riflesso di Dio e del suo Verbo; e ogni cosa è ordinata al Cristo, spazio e tempo, essere ed operare. VI - Alla esposizione sintetica e unificata nel suo centro naturale stabilito da Dio (Eph. I) corrisponde l'integrità dell'adesione nostra: ossia tutta la persona, mente e cuore sia piena della luce, della bontà, dell'ordinamento del Maestro Divino; onde la nostra scuola sia edificante del Cristo, nel corpo di Cristo, e ne escano discepoli di Cristo, e maestri in Cristo (Art 173).
Per l'apostolato, la Congregazione è stata voluta da Dio: questo è "il suo lavoro, il suo merito, titolo alla sua mercede". A tale fine l'Istituto "deve portarsi, dedicarsi, consacrarsi, quanto sa, quanto può, quanto ha di fiamma e di grazia". Indispensabile coltivare lo "spirito" di apostolato:
I - La nostra arte tecnica dev'essere illuminata, guidata, animata da lo spirito di apostolato. Il lavoro tecnico per noi è come una cerimonia religiosa, un rito sacro. Tutto deve farsi per amore e nell'amore e per più amore. Tutto deve farsi per la gloria di Dio e la salute delle anime, la gloria di Dio e la pace degli uomini. Tutto si fa per mandato della Chiesa e secondo le norme delle Costituzioni. E solo e tutto quel lavoro che è evangelizzazione della Dottrina cristiana. (Art. 217-218).
La redazione, intesa come "ministero", è l'aspetto principale del nostro apostolato. In tal senso, invitiamo a gustare la magistrale pagina intitolata "Come bisogna scrivere" (art. 201), che segna forse il vertice della sensibilità religioso-apostolica di Don Timoteo.
Per quanto riguarda la povertà, oltre a quanto già visto sopra, vale la sottolineatura del dovere e della nobiltà del lavoro:
I - Tutti i Religiosi Sampaolini lavorano, e debbono lavorare secondo la salute, le possibilità, l'ufficio, il grado, il modo, il genere di lavoro loro conveniente; ma, come essi appartengono alla Pia Società, così il loro lavoro personale non è proprio, ma è dell'Istituto. (Art. 121-122).
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