Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Giuseppe Timoteo Giaccardo, SSP
Il libro di una filiale memoria

IntraText CT - Lettura del testo

  • Il libro di una filiale memoria
    • PRESENTAZIONE
      • Un pregevole affresco del sentire e del vivere paolino
        • Le "quattro ruote"
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze


Le "quattro ruote"

La conoscenza e l'applicazione delle "quattro ruote" costituiscono le "principali attività della nostra Congregazione".

Della pietà, "radice di tutte le virtù religiose", è importante formarsi un concetto "giusto, profondo e radioso" (art.143). Infatti, "la pietà è il fondamento di tutta la vita religiosa: perciò la pietà è di tutti, la pietà è di ogni casa, la pietà è per ogni ufficio, la pietà è per tutta la vita; come sul fondamento poggia tutta la casa, in tutte le sue parti, così su la pietà poggia tutta la vita sampaolina, in tutti i suoi organi e le sue funzioni".

Lo studio ha come obiettivo il formare "maestri valenti delle anime". Ma per questo è indispensabile "che diventiamo umili e assidui discepoli del Divin Maestro" (art. 173).

II - Che i nostri studi mirino alla sintesi e alla unificazione in Gesù Cristo, qui replet omnia, in quo omnia constant, qui est caput omnium.
IV - Dobbiamo perciò ogni materia apprendere e insegnare sub lumine fidei; anche nelle scuole preparatorie, classiche e scientifiche; ogni verità infatti procede ed è riflesso di Dio e del suo Verbo; e ogni cosa è ordinata al Cristo, spazio e tempo, essere ed operare.
VI - Alla esposizione sintetica e unificata nel suo centro naturale stabilito da Dio (Eph. I) corrisponde l'integrità dell'adesione nostra: ossia tutta la persona, mente e cuore sia piena della luce, della bontà, dell'ordinamento del Maestro Divino; onde la nostra scuola sia edificante del Cristo, nel corpo di Cristo, e ne escano discepoli di Cristo, e maestri in Cristo (Art 173).


Per l'apostolato, la Congregazione è stata voluta da Dio: questo è "il suo lavoro, il suo merito, titolo alla sua mercede". A tale fine l'Istituto "deve portarsi, dedicarsi, consacrarsi, quanto sa, quanto può, quanto ha di fiamma e di grazia".
Indispensabile coltivare lo "spirito" di apostolato:

I - La nostra arte tecnica dev'essere illuminata, guidata, animata da lo spirito di apostolato.
Il lavoro tecnico per noi è come una cerimonia religiosa, un rito sacro.
Tutto deve farsi per amore e nell'amore e per più amore.
Tutto deve farsi per la gloria di Dio e la salute delle anime, la gloria di Dio e la pace degli uomini.
Tutto si fa per mandato della Chiesa e secondo le norme delle Costituzioni.
E solo e tutto quel lavoro che è evangelizzazione della Dottrina cristiana. (Art. 217-218).

La redazione, intesa come "ministero", è l'aspetto principale del nostro apostolato. In tal senso, invitiamo a gustare la magistrale pagina intitolata "Come bisogna scrivere" (art. 201), che segna forse il vertice della sensibilità religioso-apostolica di Don Timoteo.

Per quanto riguarda la povertà, oltre a quanto già visto sopra, vale la sottolineatura del dovere e della nobiltà del lavoro:

I - Tutti i Religiosi Sampaolini lavorano, e debbono lavorare secondo la salute, le possibilità, l'ufficio, il grado, il modo, il genere di lavoro loro conveniente; ma, come essi appartengono alla Pia Società, così il loro lavoro personale non è proprio, ma è dell'Istituto. (Art. 121-122).




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

IntraText® (V89) Copyright 1996-2007 EuloTech SRL