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Giuseppe Timoteo Giaccardo, SSP
Il libro di una filiale memoria

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  • Il libro di una filiale memoria
    • [FINE E MEMBRI DELLA PIA SOCIETÀ SAN PAOLO]
      • Capo I - IL FINE DELLA PIA SOCIETÀ SAN PAOLO
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[FINE E MEMBRI DELLA PIA SOCIETÀ SAN PAOLO]


Capo I - IL FINE DELLA PIA SOCIETÀ SAN PAOLO


Art. 1 . - Il fine della Pia Società San Paolo.

1). - Il fine è unico, quello comune a tutti gli uomini; la santificazione propria, perché questa è la volontà di Dio su ognuno e il divin beneplacito; e comune specialmente a tutti i religiosi: la perfezione della santità e della virtù, la perfetta vita di unione con Dio, l'unità di vita con il Divin Maestro, nello Spirito Santo; prima di tutto che siamo uomini di Dio. Perciò fin da principio ci furono impartiti due insegnamenti, dati due moniti, proposti due ideali, l'uno esplicito, l'altro simbolico: "facciamoci santi, e l'apostolato con i mezzi più celeri sarà un traboccare necessario della santità; due pene mi gravano il cuore, che io non sono abbastanza santo, e voi non siete ancora abbastanza buoni" (Parole del Primo Maestro).
L'altro è così espresso: la casa è un'aiuola, dev'essere un'aiuola di rose della carità, di gigli della purezza, di viole dell'umiltà.
E ancora oggi si recitano le invocazioni: O Maria fate fiorire in questa casa i gigli, le rose, le viole; ancora oggi si ripete l'invocazione: Vergine Maria Madre di Gesù, fateci santi, ogni sera, e ogni mattina in camerata e dai singoli.
La santificazione e la perfezione si ottengono col mezzo dell'osservanza dei santi voti; nell'ambiente di una vita perfettamente comune; sui cardini e nella via delle S. Costituzioni.



Art. 2 . - Il fine speciale.

1. - La vita religiosa della Pia Società San Paolo è la vita religiosa apostolica; è vocazione e missione; il Divin Maestro ci chiama qui, per mandarci a compiere un ministero; perciò attendendo al fine ultimo, alla santificazione e alla perfezione, noi portiamo a compimento la vocazione;
la missione invece si compie attendendo a l'apostolato, il quale non ha solo ragione di mezzo al fine ultimo ma anche veramente ragione di fine, perché siamo per questo apostolato: questo fine si chiama speciale.

2. - Esso è indicato da motto programmatico: "Gloria Deo pax hominibus"; che indica anche il suo fine apostolico.
È espresso con questa formula: l'apostolato delle edizioni.
Edizione è tutto quello che "si fuori" a fine di apostolato: le pubblicazioni stampate, le edizioni cinematografiche, le audizioni della radio, la stampa delle immagini.
Perché sia ben chiaro il concetto che il nostro apostolato delle edizioni, abbraccia quanto "si fuori" a fine di apostolato, esso viene determinato con queste eloquenti parole: "uberioribus et celerioribus mediis", coi mezzi "più ubertosi e celeri" e meglio adatti alle necessità e alle condizioni dei tempi.

3. - Il termine, i destinatari del nostro apostolato dell'edizione è il popolo, e perciò faremo dell'apostolato adatto al popolo, in modo popolare. Per "popolo" intendiamo la "plebs dominica", il "populus Dei" governato dalla sacra Gerarchia, dai Pastori della Chiesa; quindi tutti i fedeli di tutte le categorie sociali e professionali; non solo, ma anche coloro che la Chiesa attende, e a cui la Chiesa si volge, cioè gli acattolici e gli infedeli: è quindi un apostolato universale, pastorale e missionario; di difesa, di conforto, di conquista.
Questo richiede che anche ai pastori d'anime forniamo i sussidi, applicando, per noi insegnando quelle "scienze direttive del governo delle anime dedotte dalla rivelazione e dalle ecclesiastiche istituzioni" che è la pastorale.

4. - Questo fine e questo ministero cade sotto l'obbedienza della Santa Sede, che ci ha istituiti; perciò con l'approvazione canonica, non è più necessario emettere, per obbligarci ad esercitare anche gratuitamente l'apostolato dell'edizione, un voto speciale di obbedienza al Papa circa l'apostolato: se uno però, privatamente crede di farlo, non gli si proibisce, non fa cosa nulla, fa cosa buona perché determina un oggetto di obbligo, e si lega, sacri vincoli, a compierlo anche con opere supererogatorie ed eroiche.

5. - L'oggetto dell'apostolato dell'edizione, il quale verrà più ampiamente determinato e specificato, è l'evangelizzazione della Dottrina cristiana, ossia predicare colle edizioni varie la dottrina cristiana, che i Parroci predicano dal pulpito.
Evangelizzare vuol dire esporre, difendere, spiegare, divulgare, secondo la materia, coloro a cui si è diretta, il luogo e il tempo.

6. - Questo apostolato così ampio, universale e, di sua natura, straordinario, richiede per esercitarlo: un profondo spirito di devozione, onde, sentendoci gli uomini di Dio, cerchiamo lui solo amorosissimamente, e lo cerchiamo con generoso dispendio di noi stessi;
un fervente spirito di orazione: la quale è il principale e primo apostolato; il principale e primo mezzo di apostolato. (Bisognerà nella redazione finale introdurre in questo articolo il mezzo dell'orazione);
un leale adattamento ai mezzi ordinari di ministero - scuole, predicazione, ecc. - quando uno vi sia destinato, o le circostanze lo richiedano: i No, in questo delicato campo, molto alienano; i Sì moltiplicano il proprio apostolato.



Art. 3 . - Le fonti economiche della Pia Società San Paolo.

§ I. - La Pia Società San Paolo lavora al servizio di Dio, della Chiesa, e delle anime; non è dunque e non deve diventare una istituzione industriale o commerciale o politica o artistica; il suo lavoro perciò non sarà mai lavoro di piazza, non farà nulla a scopo di lucro, non curerà e non farà opera di guadagno.

§ II. - I suoi membri però, le sue opere, e tutto l'Istituto deve attingere i mezzi di vita e di sviluppo primieramente dal suo apostolato, dalle sue edizioni: questo introito, che non va a beneficio dei singoli, né ad arricchire l'istituto, ma a sopperire alle spese vive dell'apostolato, all'educazione degli alunni, all'incremento dell'apostolato, e a provvedere gratuitamente le edizioni dove e a chi non può rifonderne le spese, ha solo ragione di stipendio, e non toglie il carattere di gratuità all'apostolato.

§ III. - A tal fine oltre l'obbligo della regola generale, i Superiori vigilino e perché i prezzi, ossia le retribuzioni, siano moderate; e perché siano devolute ai fini dell'apostolato stesso, e al sostentamento decoroso dei missionari delle edizioni.

§ IV. - Sappiano e ritengano i nostri Religiosi che l'apostolato delle edizioni è per davvero la prima fonte economica che la Divina Provvidenza ci assegna, sia per compiere il bene, sia per il sostentamento, sia per le case3; perciò ad esso primieramente si rivolgano e si dedichino tanto in Patria, quanto all'Estero, quanto nelle terre di Missione.

§ V. - Altra fonte economica sono le offerte dei Cooperatori dell'apostolato dell'edizione.
I Cooperatori si curino; essi sono uniti in una Pia Unione, se ne faccia vivere la vita soprannaturale, onde ripieni dello spirito di San Paolo, corrano ad aiutarlo e ne abbiano merito, soddisfazione ai peccati, paradiso.
Nel curare i Cooperatori ogni casa tenga la zona sua, anche per il buon esempio dei Cooperatori medesimi.
Forme di cooperazione sono l'anticipare le spese per le edizioni, il prestito di denaro a basso interesse, le borse di studio, le pensioni, le offerte varie, il pagamento di viaggi, di opere della Congregazione4.
Una speciale raccomandazione si faccia per le case in terra di missione.



Art. 4 . - I confini della nostra Missione.

§ I. - Salvo i legittimi permessi, l'apostolato della Pia Società San Paolo non ha confini territoriali; esso ha per Diocesi il mondo intero e l'universalità delle Nazioni.
Nei paesi di Missione non ha missioni propriamente dette, ma case in terra di missione.

§ II. - La Pia Società San Paolo ha invece confini di apostolato: la Santa Sede ha determinato il suo lavoro, il suo ministero, e senza il consenso della S. Sede non deve cambiare questo suo fine speciale, né intraprendere stabilmente opere non contenute nel suo fine; per es. una scuola professionale, una colonia agricola.

§ III. - Considerino i Religiosi sampaolini che "l'evangelizzazione della dottrina cristiana per via dell'edizione e con i mezzi più celeri ed ubertosi adattati ai tempi" è fine talmente aderente all'attualità, talmente ampio, talmente produttivo, da assorbire in ogni tempo le migliori e più numerose energie, e così promuovere il vigore, l'estensione, le applicazioni, il perfezionamento.

§ IV. - I Religiosi di San Paolo5 non si fermino a lavorare dove altri già si trovano, o altri arrivano; né a fare ciò che altri già fanno, e vengono a fare: estendano o moltiplichino o approfondiscano il lavoro, cerchino altri luoghi o prendano muovi mezzi.
I Religiosi di San Paolo sono sempre in via: il loro compito è anche di promuovere il bene, insegnare a compierlo, e passare avanti.

§ V. - Può tuttavia succedere che l'indigenza o la nequizia o le difficoltà dei tempi e dei luoghi rendano veramente impossibile l'apostolato dell'edizione: e allora se la difficoltà è accidentale, e tocca la tecnica e la propaganda, si farà il bene che si può, come si può, accettando anche l'eroismo;
se la difficoltà è sostanziale, tocca cioè la sostanza, l'essere dell'apostolato, allora, esaurite le vie di uscita, i Religiosi si adatteranno docili e fiduciosi e silenziosi ai mezzi ordinari del ministero e della scuola.



Art. 5 . - Le devozioni della Pia Società San Paolo.

§ I. - Propria della Pia Società San Paolo e centro della sua spiritualità è la devozione alla Persona di Gesù Cristo, nostro Divin Maestro. Le Costituzioni aggiungono "nel mistero della Trasfigurazione" il quale è simbolo e rappresentazione della vita attuale e gloriosa di Gesù Cristo, Maestro divino, in cielo e nella Eucaristia; in questo senso onoriamo il mistero della Trasfigurazione; ma Gesù Cristo, Maestro divino, lo cerchiamo e troviamo vivente e presente e glorioso nel mistero eucaristico.
Il Divin Maestro Gesù poi lo consideriamo e onoriamo sotto lo speciale aspetto di Via e Verità e Vita, nel Vangelo, nella Chiesa, nell'Eucaristia.

§ II. - Secondo: la devozione a Maria SS. Regina degli Apostoli.
Il titolo con cui nella Pia Società si usa chiamare Maria Santissima è "la Madonna", la "Mulier".
La Regina degli Apostoli è considerata sotto questa luce: "la Madonna che ci Gesù". La Madonna è chiamata Madre, Maestra, Regina, e noi siamo i figli devoti, i discepoli docili, i sudditi e i ministri fedeli.

§ III. - Titolare della Pia Società San Paolo è San Paolo Apostolo: egli è ancora il Patrono, il Maestro, la Guida, il Protettore, il Mediatore: è il Pater domesticus6.
Noi ci chiamiamo, dal suo nome, i Paolini o Sampaolini.
Con San Paolo manteniamo una continua abitudine e comunione, per conoscerne la vita, l'opera, il pensiero; per imitarne le virtù; per formarci al suo sentire;
per apprendere, seguire, vivere il suo spirito di adesione, di amore, di unione a Gesù Cristo; di dedizione alla Chiesa; di zelo per le anime e tutte le genti;
per pregarlo soprattutto e impetrare per la sua intercessione la grazia opportuna a ciascuno e a ogni casa.
Possiamo racchiudere in queste tre frasi la vita di San Paolo, che deve scorrere in noi e animarci: Gal. II. Vivo in fide Filii Dei; Christo confixus sum Cruci; Vivo autem jam non ego, vivit vero in me Christus, qui dilexit me et tradidit semetipsum pro me.

§ 4. - Altre particolari devozioni coltivate con molta cura nella Pia Società San Paolo sono: La devozione a S. Giuseppe, patrono della Chiesa Universale, patrono degli agonizzanti, patrono delle Famiglie religiose; perché "ci pensi lui", perché provveda, perché custodisca la nostra famiglia;7.
San Giuseppe ci il senso della Verginità, e ci porta a l'esercizio della vita interiore, ci assicura la divina Provvidenza e lo spirito di povertà.
La devozione all'Angelo Custode: ad esso sono specialmente raccomandati i fanciulli, affinché acquistino l'orrore al peccato, lo spirito di devozione, e l'amore all'apostolato e alla vocazione.
La devozione alle Anime Purganti, specialmente alle Anime dei Defunti nostri: ed ha questi scopi, di essere liberati da l'inferno, di essere tutelati e liberati dalle difficoltà, di ottenere la diligenza nel servizio di Dio. Con le Anime sante siamo in continua comunione per mezzo della Messa e del sacramento eucaristico.
Il Venerdì lo dedichiamo con solennità al Cuore del Divin Maestro.

§ V. - Il libro delle preghiere approvato per la Pia Società S. Paolo e in uso da noi contiene le speciali pratiche e coroncine per ogni devozione e per ogni giorno in cui di queste devozioni si fanno particolari ossequi.





3 Revisore: "l'edificazione delle case".

4 Revisore aggiunge: "e simili".

5 Revisore aggiunge: "in generale".

6 Revisore aggiunge: "il modello per l'opera della santificazione e nell'apostolato".

7 Revisore aggiunge: "Egli è il Pater Universalis".




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