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Giuseppe Timoteo Giaccardo, SSP
Il libro di una filiale memoria

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  • Il libro di una filiale memoria
    • PRESENTAZIONE
      • Un pregevole affresco del sentire e del vivere paolino
        • Il valore oggi
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Un pregevole affresco del sentire e del vivere paolino


Il valore oggi

Quale valore può avere per noi, oggi, quest'opera?
Indubbiamente, si tratta di uno scritto datato, che si può comprendere solo se correlato con il testo delle Costituzioni del 1942. Il che rappresenta certamente un limite. Infatti, con il cambiare delle successive formulazioni delle Costituzioni, in coincidenza con l'approvazione definitiva della Congregazione (27 giugno 1949), è venuto meno anche l'interesse per quest'opera del Giaccardo.
Ma questo non tragga in inganno. Al di là di alcuni, pochi, paragrafi ormai superati, pensiamo che rimanga di indiscutibile valore - per la Società San Paolo, ma anche per tutta la Famiglia Paolina - quanto don Giaccardo tramanda circa gli aspetti fondanti la vita e la missione paolina.
Ed è qui che si ammira il mirabile apporto di don Timoteo. Anche un primo approccio a questo testo consente di affermare che egli è riuscito davvero a dare un'anima al testo delle Costituzioni; anzi un cuore4. Con il suo commento e alla sua lettura, le norme delle Costituzioni, inevitabilmente tecniche e fredde, sembrano prendere colore e sapore: ad ogni pagina che si apre ci viene incontro un palpito di vita, una nota di interesse se non di entusiasmo, un aspetto nuovo, un elemento caratteristico..., tale da rivelare sempre meglio la ricca personalità dell'Autore. Ogni riga, ogni parola appare davvero "animata da puro amore, da sincera carità e da pietà figliale", come egli stesso dichiara. Ed è per questo che il Direttorio si propone anche oggi come prezioso messaggio per tutti noi.
Quando don Giaccardo dà inizio alla composizione del Direttorio, la Pia Società San Paolo ha compiuto da poco i 32 anni di vita. Un'età indubbiamente giovane! Tuttavia, la Congregazione dispone giù di un apprezzabile "patrimonio", costituito in primo luogo dal "buon spirito" e quindi da un certo numero di usi e tradizioni già sufficientemente sperimentate.
Don Timoteo ama fortemente tale patrimonio. Ne parla e scrive con calore, ne tratteggia con cura i dettagli, vi si sofferma con trasporto. È quanto ha di più caro: ciò che lo lega affettuosamente al "caro padre", il Fondatore, e a tutta la Famiglia Paolina (si vedano, in merito, i delicati accenni alle Congregazioni femminili). È anche ciò che sente di dover trasmettere ai posteri con la massima fedeltà e con tutta l'intensità possibile.
Questo appare, pertanto, il pregio maggiore dell'opera: averci offerto un quadro quanto mai avvincente di come era stata efficace l'opera formativa del Fondatore e di come i primi suoi seguaci l'avevano appresa e cercavano di tradurla in pratica. Traspare evidente la consapevolezza che la missione paolina risponde davvero all'"ora di Dio"; che in tale missione occorre impegnare tutte le forze; che è necessario fondarsi su una "speciale devozione" al Divino Maestro, ossia "dedizione totale della nostra persona alla Persona di Gesù Cristo"; che il primo obiettivo resta "la santità della vita" per poter donare agli uomini di oggi "tutto il Divin Maestro: istruire, guidare nelle vie della virtù, condurre alle sorgenti della vita soprannaturale"...
Dal modo con cui ne parla, don Giaccardo sembra lasciar intendere che questo stile di vita è ormai "patrimonio" comune di tutti i fratelli. Egli mette semplicemente su carta quanto tutti stanno cercando di assimilare e vivere. Qualcosa di "pacifico", insomma: di acquisito per tutti.
Quale ritratto di vita paolina emerge, dunque, da queste pagine? Seguiamo insieme alcune piste.




4 Era questa una preoccupazione molto sentita da don Alberione. La ribadirà nel corso di esercizi spirituali ad Ariccia del 1960: "Ed ecco lo spirito che ha guidato tutto il lavoro per costituire la Persona Morale della Pia Società San Paolo: le Costituzioni paoline, la pietà paolina, l'apostolato paolino.
I canoni e gli articoli sono freddi come il marmo; ma ad essi si è data la vita spirituale. Il libro delle nostre orazioni è più importante per le introduzioni-spirito che per le formule. All'inizio vi è un Invito generale; poi, prima della varie pratiche (...) vi è un'introduzione speciale che spiega come la pietà dà l'anima alle regole e singoli articoli; comunica lo spirito che informa la vita paolina e l'apostolato. Così che tutto sia ordinato al fine della gloria di Dio e pace degli uomini. Sopra tutto entra la grazia dello Spirito Santo, che è l'anima dell'anima..." (UPS, I, 310-311).





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