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Giuseppe Timoteo Giaccardo, SSP
Il libro di una filiale memoria

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  • COSTITUZIONI della Pia Società S. Paolo
    • PARTE TERZA - GOVERNO della Pia Società S. Paolo
      • Capo II - IL CAPITOLO GENERALE (250)
        • 6. NEGOZI DA TRATTARSI NEL CAPITOLO GENERALE (288-295)
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6. NEGOZI DA TRATTARSI NEL CAPITOLO GENERALE (288-295)

288. È proprio del Capitolo generale,
dopo le elezioni compiute secondo
le regole, trattare e definire col suo
voto anche i negozi più gravi che riguardano
tutta la Congregazione, secondo
che vede opportuno; come pure
prendere delle decisioni per il bene della
Società, le quali siano del resto perfettamente
conformi alle Costituzioni ed al
diritto comune.

289. Al Capitolo generale spetta
determinare quanto ciascuna casa deve
versare nella cassa generale per le
necessità della casa generalizia o della
Società; di stabilire la somma; che il
superiore generale non può spendere senza
il consenso del suo Consiglio; e parimenti
la somma che i Superiori locali non
possono spendere senza il consenso del loro
Consiglio locale o senza licenza
del Superiore generale o del consiglio
generale; e gli ordinamenti con cui vengono
regolate le alienazioni, compere ed altri
negozi di natura economica, oltre
l'osservanza del Sacri Canoni.

290. Le questioni da trattarsi nel
Capitolo possono essere proposte
liberamente da ognuno degli elettori, ma
solo per iscritto, e siano comunicate
a suo tempo ai membri del Capitolo
prima della sessione in cui si dovranno
discutere. Se così piacerà al Capitolo si
potranno istituire anche delle commissioni
speciali per esaminare le questioni
più accuratamente, le quali poi riferiranno
le proprie conclusioni al Capitolo
per l'ultima deliberazione e decisione.

291. Quando a giudizio del
Superiore generale la cosa sarà stata
sufficientemente discussa, egli ponga la questione,
in termini e forme scritta dal Segretario,
così da poter dare facoltà di decidere
affermativamente o negativamente
con le parole placet oppure non placet.
Se i membri del Capitolo saranno tanti
per il placet, quanti per il non placet il
Superiore generale nel terzo scrutinio
può dirimere egli stesso la questione.

292. Il Capitolo generale non è
tenuto a esanimare tutte le questioni,
presentategli; e può semplicemente
escludere da un'ulteriore deliberazione
quelle che avrà giudicate inutili od
inopportune. Similmente, eccetto che
intervenga il Superiore generale a norma
dell'art.91, non è tenuto a dare il voto decisivo
sulle cose da definirsi, ma se gli sembrerà
opportuno potrà rimettere tutta la questione
proposta allo studio e al giudizio del
Superiore generale e del suo
Consiglio, oppure a speciali commissioni
da costituirsi dallo stesso Capitolo.

293. Tutto ciò che sarà stato fatto
nelle sessioni del Capitolo generale, circa
i negozi riguardanti la Congregazione,
dovrà essere scritto dal Segretario del
Capitolo, e, sottoscritto dal Preside del
Capitolo, dallo stesso Segretario e dagli
scrutatori, sarà conservato accuratamente
nell'archivio della Società.

294. Finita ogni cosa, si chiude il
Capitolo con la recita della antifona "Sub
tuum presidium" e con la Benedizione
impartita a tutti solennemente dal
Superiore generale.

295. Il Superiore generale curerà che
gli atti del Capitolo, che devono venire
a conoscenza dei membri, siano
regolarmente promulgati, nel modo che gli
sembrerà meglio. I decreti capitolari
rimarranno in vigore fino al susseguente
Capitolo.





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