Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Giuseppe Timoteo Giaccardo, SSP
Il libro di una filiale memoria

IntraText CT - Lettura del testo

  • Il libro di una filiale memoria
    • LA VITA E LE OPERE DELLA PIA SOCIETÀ SAN PAOLO
      • Capo IV - [OBBLIGAZIONE DELLO STATO E VITA COMUNE]
Precedente - Successivo

Clicca qui per attivare i link alle concordanze


Capo IV - [OBBLIGAZIONE DELLO STATO E VITA COMUNE]

Lugano, 31 maggio '47

Art. 131. - L'obbligazione fondamentale.

§ I. - L'obbligo fondamentale e principale dei Religiosi è di tendere alla perfezione.
Questo è l'obbligo della vocazione, obbligo evangelico e giuridico.
Lo scopo nostro generale e supremo, consacrato nel primo articolo delle Costituzioni, è appunto questo.

§ II. - L'obbligo di tendere alla perfezione non costituisce un precetto particolare e speciale, ma entra in tutti i precetti e tutti li anima e li unisce: non si pecca quindi con un peccato speciale contro questo obbligo; ma per questo obbligo i peccati dei religiosi sono di gravità maggiore: specialmente i peccati di tiepidezza.

§ III.- L'obbligo di tendere alla perfezione è universale: esso urge la casa e gli individui, urge la Congregazione e i singoli, urge i Superiori e i sudditi.
Quindi le nostre case sono cenacoli di fervore; e la Congregazione sempre e dappertutto deve fiorire per spirito di carità.
I Superiori a questo obbligo sono tenuti anche per dovere del buon esempio, che devono lasciare ai confratelli: e perciò in loro la tiepidezza può essere grave nota di scandalo.

§ IV. - L'obbligo di tendere alla perfezione si soddisfa con l'osservanza dei voti fedele e integra; e con l'ordinare amorosamente la vita secondo le Costituzioni.

§ V. - L'obbligo della perfezione, comune a tutti, può diventare per i singoli membri oggetto di voto speciale: esso determina ciò che è di tutti; questo voto è lodevole, ma non si faccia senza il consenso del maestro spirituale e anche del Superiore.

§ VI. - A tutti invece molto si raccomanda la devozione alla Spirito Santo, che la grazia della perfezione comunica, alla perfezione conduce, a la perfezione fa stimare, ricercare, desiderare e amare.


Alba, 1 giugno '47

Art. 132. - La vita Comune.

§ I. - Vita comune è il vivere secondo il medesimo spirito.

§ II. - Vita comune è compiere le opere della Comunità secondo le Costituzioni; le Tradizioni e i Sacri canoni, i quali ne sono la fonte.

§ III. - Vita comune è compiere in comune, quanto è possibile, le opere della Comunità.

§ IV. - La vita comune sta soprattutto nella volontà di fare109 le opere della Comunità e di farle in comune: gli impedimenti che tolgono là possibilità materiale non impediscono di fare meritoriamente la vita comune.

§ V. - I religiosi di S. Paolo hanno una sola azione di pietà in comune: la meditazione; varie altre opere di disciplina: l'orario di levata, di riposo, dei pasti.

§ VI. - Occorre intendere bene in ciò che è opera della comunità: la sofferenza, il servizio agli infermi, la visita alle case, l'opera di propaganda sono tutti esercizi di vita comune, che non si possono però fare in comune.


Genova, 2 giugno'47

Art. 133. - I beni della vita comune.

§ I. - La vita comune è palestra di virtù religiose e fonte: le rinunzie più copiose e più belle e più pratiche; la santa umiltà nel silenzio e nella sommissione e nella soavità; le mortificazioni che maggiormente costano; la carità fraterna che più comprende e più aiuta e più compatisce; la perseveranza fedele e diligente e delicata; la penitenza espiatrice e soddisfatrice e riparatrice; le virtù religiose tutte.

§ II. - La vita comune, intesa come regola delle opere della Comunità e come metodo di esplicarle, è luce allo zelo, guida allo zelo, stimolo allo zelo, invito allo zelo; e molto più si fa, e molto meglio si fa, e molto più abbondantemente si fa da chi opera secondo il suo spirito, secondo i suoi metodi, nella obbedienza ai suoi superiori, nella carità dei suoi fratelli, che da colui il quale si abbandona alle sue vedute, alle sue iniziative, ai suoi slanci, ai mezzi che sceglie da sé.

§ III. - La vita comune è degna di stima, di amore e della pratica più costante.
La Sacra Famiglia ce ne dà il gusto, l'intelligenza, la pratica fedelissima110.





109 Revisore aggiunge: "nello stesso spirito".

110 Revisore: "l'esercizio fedelissimo".




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

IntraText® (V89) Copyright 1996-2007 EuloTech SRL