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Gabriella Collesei, FSP
Tecla Merlo

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Alba - Don Alberione

Nato a San Lorenzo di Fossano il 4 aprile 1884, Giacomo Alberione all'età di sedici anni, ancora studente nel seminario minore, nella notte che apre la storia verso il 1901, rispondendo all'invito di papa Leone XIII, si trova nel duomo di Alba, raccolto in preghiera dinanzi all'Eucaristia.

È in questo momento, vivi nella mente e nel cuore gli appelli rivolti dal pontefice ai cattolici affinché si impegnino nell'ambito della cultura e dell'informazione di massa, che il giovane Alberione intuisce di "voler fare qualcosa per Dio e per gli uomini del nuovo secolo", utilizzando quegli strumenti che fino ad allora erano stati esclusivo appannaggio di quanti volevano destabilizzare il sentire cattolico tra la gente.

Nel 1914, dopo aver ricevuto da qualche tempo l'incarico dal suo vescovo di dirigere il giornale diocesano Gazzetta d'Alba, don Alberione aveva raccolto un gruppetto di ragazzi e il 20 agosto di quello stesso anno aveva dato inizio alla "Scuola Tipografica Piccolo Operaio".

È realmente il piccolo seme di evangelica memoria, che diventerà un grande albero; il primo nucleo della futura Società san Paolo, e passo d'inizio di una lunga avventura.

Nel suo sogno don Alberione, che aveva pensato ad una organizzazione laica di scrittori, tecnici, librai cattolici, intravede la necessità che questi "operai del Vangelo" siano religiosi e religiose, "anime che amano Dio con tutta la mente, le forze, il cuore".

Sembrava azzardato a molti pensare di affidare a gente di Chiesa l'uso della stampa e dei mezzi di comunicazione sociale, che il progresso avrebbe offerto con l'evolversi della storia, e coinvolgere in questo progetto addirittura la donna. Ma don Alberione non si lasciò scoraggiare da ostacoli ed incomprensione, ed aprì lo sguardo dei suoi giovani sull'urgenza di quell'apostolato, e sul futuro.
È il 15 giugno del 1915 quando incontra ad Alba, nella sacrestia della Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, Teresa Merlo, che gli era stata introdotta dal fratello di lei Costanzo Leone, allora seminarista.

Il Signor Teologo, così don Alberione era conosciuto in diocesi, l'aveva convocata per proporle di dirigere un laboratorio di cucito, che aveva intenzione di aprire ad Alba.
Aquell'incontro Teresa vi andò accompagnata dalla madre, che forse fin dal primo momento comprese di non poter fare a meno di assecondare la disponibilità della figlia. E la risposta di Teresa fu affermativa.

Iniziò in compagnia di poche ragazze, tutte impegnate a cucire indumenti per i soldati, con don Alberione e il canonico Chiesa, suo consigliere e direttore spirituale, a provvedere istruzioni religiose, orientamenti di lavoro, di preghiera, di vita.




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