Il 5 febbraio 1964 Tecla Merlo è colta da un nuovo attacco di spasmo; muore nel pomeriggio di quello stesso giorno. Le sono accanto don Alberione, i fratelli, le Figlie che con lei hanno condiviso fatiche e responsabilità.
È ancora don Alberione, che tanta parte aveva avuto nella sua esistenza, a sintetizzarne la ricca personalità: "Fu un'anima contemplativa,... tutto vedeva in Dio, tutto proveniente da Dio, tutto ordinato a Dio, tutte le azioni indirizzate alla gloria di Dio. Quando si è arrivati a questo punto, allora l'anima è preparata a entrare in Paradiso, perchè il Paradiso è glorificazione di Dio". Il Paradiso, la meta alla quale aveva anelato con spirito semplice e fermo per tutta la sua vita. "Ho guardato tanto le stelle stanotte: di lì, dietro quelle stelle, il bel Paradiso ci aspetta. Coraggio! Guardiamo sempre in sù!"
Guardare alle cose di lassù, avendo a cuore ogni situazione umana; leggere la storia alla luce della confidenza in Dio e della sapienza che promana dalla sua Parola, per saper cogliere e comunicare motivi di speranza in ogni contesto del vivere quotidiano. Le Figlie di san Paolo, nella fedeltà allo specifico del loro carisma e all'insegnamento di Maestra Tecla, vogliono realizzare il suo sogno. Sono tutte loro, oggi, le mille vite messe a disposizione dell'annuncio del Vangelo, proclamato con i mezzi più moderni ed efficaci; le anima il desiderio di raggiungere ogni uomo e donna, e la consapevolezza di avere ricevuto un dono prezioso da condividere, la grazia della vocazione; un segno di predilezione e d'amore, che Maestra Tecla, madre nella fede e nella paolinità più autentica, accolse con umile gratitudine e valorizzò in pienezza.
Tecla Merlo, confondatrice delle Figlie di san Paolo, è stata proclamata venerabile il 22 gennaio 1991.