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Congregazioni varie
Istruz. su alcune quest. circa la collaboraz. dei fedeli laici al minist. dei sacerd.
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Premessa
Dal
mistero
della
Chiesa
scaturisce
la
chiamata
rivolta
a tutte le
membra
del
Corpo
mistico
affinché
partecipino
attivamente
alla
missione
e all'
edificazione
del
Popolo
di
Dio
in una
comunione
organica
,
secondo
i
diversi
ministeri
e
carismi
. L'
eco
di tale
chiamata
è
risuonata
ripetutamente
nei
documenti
del
Magistero
,
particolarmente
dal
Concilio
Ecumenico
Vaticano
II
1
in poi. Soprattutto nelle
ultime
tre
Assemblee
generali
ordinarie
del
Sinodo
dei
Vescovi
, si è
riaffermata
l'
identità
, nella
comune
dignità
e
diversità
di
funzioni
, propria dei
fedeli
laici
, dei
sacri
ministri
e dei
consacrati
, e si sono
incoraggiati
tutti i
fedeli
ad
edificare
la
Chiesa
collaborando
in
comunione
per la
salvezza
del
mondo
.
Occorre
tener
presente
l'
urgenza
e l'
importanza
dell'
azione
apostolica
dei
fedeli
laici
nel
presente
e nel
futuro
dell'
evangelizzazione
. La
Chiesa
non può
prescindere
da quest'
opera
, perché è
connaturale
ad essa, in quanto
Popolo
di
Dio
, e perché ne ha
bisogno
per
realizzare
la propria
missione
evangelizzatrice
.
La
chiamata
alla
partecipazione
attiva
di tutti i
fedeli
alla
missione
della
Chiesa
non è
rimasta
inascoltata
. Il
Sinodo
dei
Vescovi
del
1987
ha
constatato
"come lo
Spirito
abbia
continuato
a
ringiovanire
la
Chiesa
suscitando
nuove
energie
di
santità
e di
partecipazione
in tanti
fedeli
laici
. Ciò è
testimoniato
, tra l'altro, dal
nuovo
stile
di
collaborazione
tra
sacerdoti
,
religiosi
e
fedeli
laici
; dalla
partecipazione
attiva
nella
liturgia
, nell'
annuncio
della
Parola
di
Dio
e nella
catechesi
; dai
molteplici
servizi
e
compiti
affidati
ai
fedeli
laici
e da essi
assunti
; dal
rigoglioso
fiorire
di
gruppi
,
associazioni
e
movimenti
di
spiritualità
e di
impegno
laicali
; dalla
partecipazione
più
ampia
e
significativa
delle
donne
nella
vita
della
Chiesa
e nello
sviluppo
della
società
"
2
.
Parimenti
nella
preparazione
del
Sinodo
dei
Vescovi
del
1994
sulla
vita
consacrata
si è
riscontrato
"
dappertutto
un
desiderio
sincero
di
instaurare
autentici
rapporti
di
comunione
e di
collaborazione
tra
Vescovi
,
istituti
di
vita
consacrata
,
clero
secolare
e
laici
"
3
. Nella
successiva
Esortazione
apostolica
post-sinodale
il
Sommo
Pontefice
conferma
l'
apporto
specifico
della
vita
consacrata
alla
missione
e alla
edificazione
della
Chiesa
4
.
Si ha, in
effetti
, una
collaborazione
di tutti i
fedeli
in entrambi gli
ambiti
della
missione
della
Chiesa
, sia in quello
spirituale
di
portare
il
messaggio
di
Cristo
e la sua
grazia
agli
uomini
, sia in quello
temporale
di
permeare
e
perfezionare
l'
ordine
delle
realtà
secolari
con lo
spirito
evangelico
5
. Specialmente nel
primo
ambito
-
evangelizzazione
e
santificazione
- "l'
apostolato
dei
laici
e il
ministero
pastorale
si
completano
a
vicenda
"
6
. In esso, i
fedeli
laici
, di entrambi i
sessi
, hanno
innumerevoli
occasioni
di
rendersi
attivi
, con la
coerente
testimonianza
di
vita
personale
,
familiare
e
sociale
, con l'
annunzio
e la
condivisione
del
vangelo
di
Cristo
in ogni
ambiente
e con l'
impegno
di
enucleare
,
difendere
e
rettamente
applicare
i
principi
cristiani
ai
problemi
attuali
7
. In
particolare
, i
Pastori
sono
esortati
a "
riconoscere
e
promuovere
i
ministeri
, gli
uffici
e le
funzioni
dei
fedeli
laici
, che hanno il loro
fondamento
sacramentale
nel
Battesimo
e nella
Cresima
, nonché per molti di loro, nel
Matrimonio
"
8
.
In
realtà
, la
vita
della
Chiesa
in questo
campo
ha
conosciuto
, soprattutto dopo il
notevole
impulso
dato
dal
Concilio
Vaticano
II e dal
Magistero
Pontificio
, una
sorprendente
fioritura
di
iniziative
pastorali
.
Oggi
, in
particolare
, il
prioritario
compito
della
nuova
evangelizzazione
, che
investe
l'
intero
popolo
di
Dio
,
richiede
,
insieme
allo "
speciale
protagonismo
" dei
sacerdoti
, anche il
pieno
ricupero
della
coscienza
dell'
indole
secolare
della
missione
del
laico
9
.
Questa
impresa
spalanca
ai
fedeli
laici
gli
orizzonti
immensi
, alcuni dei quali ancora da
esplorare
, dell'
impegno
nel
secolo
, nel
mondo
della
cultura
, dell'
arte
e dello
spettacolo
, della
ricerca
scientifica
, del
lavoro
, dei
mezzi
di
comunicazione
, della
politica
, dell'
economia
, ecc. e
chiede
loro la
genialità
di
creare
sempre più
efficaci
modalità
affinché questi
ambiti
trovino
in
Gesù
Cristo
la
pienezza
del loro
significato
10
.
Entro questa
vasta
area
di
concorde
operosità
, sia
specificamente
spirituale
o
religiosa
, sia nella '
consecratio
mundi
',
esiste
un
campo
speciale
, quello che
riguarda
il
sacro
ministero
del
clero
, nell'
esercizio
del quale possono
essere
chiamati
a
coadiuvare
i
fedeli
laici
,
uomini
e
donne
, e,
naturalmente
, anche i
membri
non
ordinati
degli
Istituti
di
Vita
Consacrata
e delle
Società
di
Vita
Apostolica
. A tale
ambito
particolare
si
riferisce
il
Concilio
Ecumenico
Vaticano
II, laddove
insegna
: "
Infine
la
gerarchia
affida
ai
laici
alcuni
compiti
, che sono più
intimamente
collegati
con i
doveri
dei
pastori
, come nell'
esposizione
della
dottrina
cristiana
, in alcuni
atti
liturgici
, nella
cura
delle
anime
"
11
.
Proprio perché si
tratta
di
compiti
più
intimamente
collegati
con i
doveri
dei
pastori
- che per
essere
tali
devono
essere
insigniti
del
sacramento
dell'
Ordine
- si
richiede
, da
parte
di tutti coloro che in qualche modo vi sono
coinvolti
, una
particolare
diligenza
perché siano ben
salvaguardate
, sia la
natura
e la
missione
del
sacro
ministero
, sia la
vocazione
e l'
indole
secolare
dei
fedeli
laici
.
Collaborare
non
significa
infatti
sostituire
.
Dobbiamo
constatare
con
viva
soddisfazione
che in molte
Chiese
particolari
la
collaborazione
dei
fedeli
non
ordinati
al
ministero
pastorale
del
clero
si
svolge
in
maniera
assai
positiva
, con
abbondanti
frutti
di
bene
, nel
rispetto
dei
limiti
fissati
dalla
natura
dei
sacramenti
e dalla
diversità
dei
carismi
e delle
funzioni
ecclesiali
, con
soluzioni
generose
e
intelligenti
per far
fronte
a
situazioni
di
mancanza
o
scarsità
di
sacri
ministri
12
. In questo modo si è
reso
perspicuo
quell'
aspetto
della
comunione
, per cui alcuni
membri
della
Chiesa
si
adoperano
sollecitamente
a
rimediare
, nella
misura
in cui è loro
possibile
, non essendo
insigniti
del
carattere
del
sacramento
dell'
Ordine
, a
situazioni
di
emergenza
e di
croniche
necessità
in alcune
comunità
13
. Tali
fedeli
sono
chiamati
e
deputati
ad
assumere
precisi
compiti
, tanto
importanti
quanto
delicati
,
sostenuti
dalla
grazia
del
Signore
,
accompagnati
dai
sacri
ministri
e
bene
accolti
dalle
comunità
in
favore
delle quali
prestano
il proprio
servizio
. I
sacri
pastori
sono
profondamente
riconoscenti
per la
generosità
con la quale
numerosi
consacrati
e
fedeli
laici
si
offrono
per questo
specifico
servizio
,
svolto
con
fedele
'
sensus
Ecclesiae
' ed
edificante
dedizione
.
Particolare
gratitudine
ed
incoraggiamento
va
a quanti
svolgono
questi
compiti
in
situazioni
di
persecuzione
della
comunità
cristiana
, negli
ambiti
di
missione
, siano essi
territoriali
o
culturali
, laddove la
Chiesa
è ancora
scarsamente
impiantata
, o la
presenza
del
sacerdote
è solo
sporadica
14
.
Non è questo il
luogo
per
approfondire
tutta la
ricchezza
teologica
e
pastorale
del
ruolo
dei
fedeli
laici
nella
Chiesa
. Essa è già stata
ampiamente
illustrata
dall'
Esortazione
apostolica
'
Christifideles
laici
'.
Lo
scopo
del
presente
documento
, invece, è
semplicemente
quello di
fornire
una
risposta
chiara
ed
autorevole
alle
pressanti
e
numerose
richieste
pervenute
ai nostri
Dicasteri
da
parte
di
Vescovi
,
presbiteri
e
laici
i quali, di
fronte
a
nuove
forme
di
attività
"
pastorale
" dei
fedeli
non
ordinati
nell'
ambito
delle
parrocchie
e delle
diocesi
, hanno
chiesto
di
essere
illuminati
.
Spesso
, infatti, si
tratta
di
prassi
che, seppur
nate
in
situazioni
di
emergenza
e
precarietà
, e
sovente
sviluppatesi
nella
volontà
di
prestare
un
generoso
aiuto
nell'
attività
pastorale
, possono avere
conseguenze
gravemente
negative
a
scapito
della
retta
comprensione
della
vera
comunione
ecclesiale
. Tali
prassi
in
realtà
sono
maggiormente
presenti
in alcune
regioni
e, talvolta,
variano
di molto all'
interno
della medesima
regione
.
Esse, tuttavia,
richiamano
la
grave
responsabilità
pastorale
di quanti, soprattutto
Vescovi
15
, sono
preposti
alla
promozione
e alla
tutela
della
disciplina
universale
della
Chiesa
sulla
base
di alcuni
principi
dottrinali
già
chiaramente
enunciati
dal
Concilio
Ecumenico
Vaticano
II
16
e dal
successivo
Magistero
Pontificio
17
.
Si è
svolto
un
lavoro
di
riflessione
all'
interno
dei nostri
Dicasteri
, si è
riunito
un
Simposio
al quale hanno
partecipato
rappresentanti
degli
Episcopati
maggiormente
interessati
al
problema
e,
infine
, è stata
condotta
un'
ampia
consultazione
tra
numerosi
Presidenti
di
Conferenze
Episcopali
ed altri
Presuli
ed
esperti
di
diverse
discipline
ecclesiastiche
ed
aree
geografiche
. Ne è
risultata
una
chiara
convergenza
nel
senso
preciso
della
presente
Istruzione
che, tuttavia, non
pretende
di
essere
esauriente
, sia perché si
limita
a
considerare
i
casi
attualmente
più
conosciuti
, sia per l'
estrema
varietà
di
circostanze
particolari
nelle quali tali
casi
si
verificano
.
Il
testo
,
redatto
sulla
sicura
base
del
magistero
straordinario
ed
ordinario
della
Chiesa
, viene
affidato
, per la sua
fedele
applicazione
, ai
Vescovi
interessati
, ma è
portato
a
conoscenza
anche dei
Presuli
di quelle
circoscrizioni
ecclesiastiche
che, pur non
registrando
al
momento
prassi
abusive
, potrebbero esserne
interessate
in breve
tempo
,
attesa
l'
attuale
rapidità
di
diffusione
dei
fenomeni
.
Prima di
rispondere
ai
casi
concreti
a noi
pervenuti
, si
ritiene
necessario
premettere
, in
merito
al
significato
dell'
Ordine
sacro
nella
costituzione
della
Chiesa
, alcuni
brevi
ed
essenziali
elementi
teologici
atti
a
favorire
una
motivata
comprensione
della stessa
disciplina
ecclesiastica
la quale, nel
rispetto
della
verità
e della
comunione
ecclesiale
,
intende
promuovere
i
diritti
e i
doveri
di tutti, per quella "
salvezza
delle
anime
che
deve
essere
nella
Chiesa
la
legge
suprema
"
18
.
1
Cf
CONC.
ECUM
.
VAT
. II,
Cost
.
dogm
. '
Lumen
gentium
', 33;
Decr
. '
Apostolicam
actuositatem
', 24.
2
GIOVANNI
PAOLO
II,
Esort
.
ap.
post-sinodale
'
Christifideles
laici
' (30
dicembre
1988
), 2: '
AAS
' 81 (
1989
),
p.
396
.
3
SINODO
DEI
VESCOVI
, IX
Assemblea
generale
ordinaria
, '
Instrumentum
laboris
', n. 73.
4
Cf
GIOVANNI
PAOLO
II,
Esort
.
ap.
post-sinodale
'
Vita
consecrata
' (25
marzo
1996
), n. 47: '
AAS
' 88 (
1996
),
p.
420
.
5
Cf
CONC.
ECUM
.
VAT
. II,
Decr
. '
Apostolicam
actuositatem
', n. 5.
6
'
Ibid
'., n. 6.
7
Cf
'
ibid
'.
8
GIOVANNI
PAOLO
II,
Esort
.
ap.
post-sinodale
'
Christifideles
laici
', n. 23: '
l.c.'
,
p.
429
.
9
Cf
CONC.
ECUM
.
VAT
. II,
Cost
.
dogm
. '
Lumen
gentium
', n. 31;
GIOVANNI
PAOLO
II,
Esort
.
ap.
post-sinodale
'
Christifideles
laici
', n. 15: '
l.c.'
,
pp.
413
-
416
.
10
Cf
CONC.
ECUM
.
VAT
. II,
Cost
.
past
. '
Gaudium
et
spes
', n. 32.
11
CONC.
ECUM
.
VAT
. II,
Decr
. '
Apostolicam
actuositatem
', n. 24.
12
Cf
GIOVANNI
PAOLO
II,
Discorso
al
Simposio
sulla "
Collaborazione
dei
laici
al
ministero
pastorale
dei
presbiteri
" (22
aprile
1994
), n. 2: 'L'
Osservatore
Romano
', 23
aprile
1994
.
13
Cf
C.
I.C.
,
cann
.
230
, § 3;
517
, § 2;
861
, § 2;
910
, § 2;
943
;
1112
;
GIOVANNI
PAOLO
II,
Esort
.
ap.
post-sinodale
'
Christifideles
laici
', n. 23 e
nota
72: '
l.c.'
,
p.
430
.
14
Cf
GIOVANNI
PAOLO
II,
Lett.
enc.
'
Redemptoris
missio
' (7
dicembre
1990
), n. 37: '
AAS
' 83 (
1991
),
pp.
282
-
286
.
15
Cf
'
C.
I.C.'
,
can
.
392
.
16
Cf
soprattutto:
CONC.
ECUM
.
VAT
. II,
Cost
.
dogm
. '
Lumen
gentium
',
Cost
. '
Sacrosanctum
Concilium
';
Decr
. '
Presbyterorum
Ordinis
' e
Decr
. '
Apostolicam
actuositatem
'.
17
Cf
soprattutto le
Esortazioni
apostoliche
'
Christifideles
laici
' e '
Pastores
dabo
vobis'.
18
'
C.
I.C.'
,
can
.
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