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Congregazioni varie
Istruz. su alcune quest. circa la collaboraz. dei fedeli laici al minist. dei sacerd.
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Disposizioni pratiche
Articolo 1 - Necessità di una terminologia appropriata
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Disposizioni
pratiche
Articolo
1 -
Necessità
di una
terminologia
appropriata
Il
Santo
Padre
, nel
discorso
rivolto
ai
partecipanti
al
Simposio
sulla "
Collaborazione
dei
fedeli
laici
al
ministero
presbiterale
", ha
sottolineato
la
necessità
di
chiarire
e
distinguere
le
varie
accezioni
che il
termine
"
ministero
" ha
assunto
nel
linguaggio
teologico
e
canonico
53
.
1. "Da un certo
tempo
è
invalso
l'
uso
di
chiamare
'
ministeri
' non solo gli '
officia
' (
uffici
) e i '
munera
' (
funzioni
)
esercitati
dai
Pastori
in
virtù
del
sacramento
dell'
Ordine
, ma anche quelli
esercitati
dai
fedeli
non
ordinati
, in
virtù
del
sacerdozio
battesimale
. La
questione
lessicale
diviene
ancor più
complessa
e
delicata
quando si
riconosce
a tutti i
fedeli
la
possibilità
di
esercitare
- in
veste
di
supplenti
, per
deputazione
ufficiale
elargita
dai
Pastori
- alcune
funzioni
più proprie dei
chierici
, le quali, tuttavia, non
esigono
il
carattere
dell'
Ordine
. Bisogna
riconoscere
che il
linguaggio
si fa
incerto
,
confuso
, e quindi non
utile
per
esprimere
la
dottrina
della
fede
, tutte le
volte
che, in qualsiasi
maniera
, si
offusca
la
differenza
"di
essenza
e non solo di
grado
" che
intercorre
tra il
sacerdozio
battesimale
e il
sacerdozio
ordinato
"
54
.
2. "Ciò che ha
permesso
, in alcuni
casi
l'
estensione
del
termine
ministero
ai '
munera
' propri dei
fedeli
laici
è il
fatto
che anche questi, nella loro
misura
, sono
partecipazione
all'
unico
sacerdozio
di
Cristo
. Gli '
officia
', loro
affidati
temporaneamente
, sono invece
esclusivamente
frutto
di una
deputazione
della
Chiesa
. Solo il
costante
riferimento
all'
unico
e
fontale
"
ministero
di
Cristo
" (...)
permette
, in una certa
misura
, di
applicare
anche ai
fedeli
non
ordinati
, senza
ambiguità
, il
termine
'
ministero
': senza, cioè, che esso venga
percepito
e
vissuto
come
indebita
aspirazione
al '
ministero
ordinato
', o come
progressiva
erosione
della sua
specificità
.
In questo
senso
originario
, il
termine
'
ministero
' ('
servitium
')
esprime
soltanto
l'
opera
con cui
membri
della
Chiesa
prolungano
, al suo
interno
e per il
mondo
, la
missione
e il
ministero
di
Cristo
. Quando, invece, il
termine
viene
differenziato
nel
rapporto
e nel
confronto
tra i
diversi
'
munera
' e '
officia
', allora
occorre
avvertire
con
chiarezza
che 'solo' in
forza
della
sacra
Ordinazione
esso
ottiene
quella
pienezza
e
univocità
di
significato
che la
tradizione
gli ha sempre
attribuito
"
55
.
3. Il
fedele
non
ordinato
può
assumere
la
denominazione
generica
di "
ministro
straordinario
", solo se e quando è
chiamato
dall'
Autorità
competente
a
compiere
,
unicamente
in
funzione
di
supplenza
, gli
incarichi
, di cui al
can
.
230
, § 3
56
, nonché ai
cann
.
943
e
1112
.
Naturalmente
può
essere
utilizzato
il
termine
concreto
con cui viene
canonicamente
determinata
la
funzione
affidata
, ad
es.
catechista
,
accolito
,
lettore
, ecc.
La
deputazione
temporanea
nelle
azioni
liturgiche
, di cui al
can
.
230
, § 2, non
conferisce
alcuna
denominazione
speciale
al
fedele
non
ordinato
57
.
Non è
lecito
, pertanto, che i
fedeli
non
ordinati
assumano
, per
esempio
, la
denominazione
di "
pastore
", di "
cappellano
", di "
coordinatore
", "
moderatore
" o altre
denominazioni
che potrebbero, comunque,
confondere
il loro
ruolo
con quello del
pastore
, che è
unicamente
il
Vescovo
e il
presbitero
58
.
53
Cf
GIOVANNI
PAOLO
II,
Discorso
al
Simposio
sulla "
Collaborazione
dei
fedeli
laici
al
ministero
dei
presbiteri
", n. 3: '
l.c.'
54
'
Ibid.
'
55
Cf
GIOVANNI
PAOLO
II, '
Discorso
al
Simposio
sulla "
Collaborazione
dei
fedeli
laici
al
ministero
dei
presbiteri
"', n. 3: '
l.c.'
56
Cf
PONTIFICIA
COMMISSIONE
PER L'
INTERPRETAZIONE
AUTENTICA
DEL
CODICE
DI
DIRITTO
CANONICO
, '
Risposta
' (
1°
giugno
1988
): '
AAS
' 80 (
1988
)
p.
1373
.
57
Cf
PONTIFICIO
CONSIGLIO
PER L'
INTERPRETAZIONE
DEI
TESTI
LEGISLATIVI
, '
Risposta
' (
11
luglio
1992
): '
AAS
' 86 (
1994
)
pp.
541
-
542
. Quando si
prevede
una
funzione
per l'
inizio
dell'
affidamento
di un
compito
di
cooperazione
degli
assistenti
pastorali
al
ministero
dei
chierici
, si
eviti
di far
coincidere
o di
unire
detta
funzione
con una
cerimonia
di
sacra
ordinazione
, come
pure
di
celebrare
un
rito
analogo
a quello
previsto
per il
conferimento
dell'
accolitato
o del
lettorato
.
58
In tali
esemplificazioni
si
devono
includere
tutte quelle
espressioni
linguistiche
che, negli
idiomi
dei
diversi
Paesi
, possono
essere
analoghe
o
equivalenti
ed
indicanti
un
ruolo
direttivo
di
guida
o di
vicarietà
rispetto
ad essa.
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