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Pontificio Consiglio per la Famiglia
Preparaz. al sacram. del matrimonio

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A. Preparazione remota

22. La preparazione remota abbraccia l'infanzia, la fanciullezza e l'adolescenza e si svolge soprattutto nella famiglia, ed anche nella scuola e nei gruppi di formazione, come validi aiuti di essa. È il periodo in cui va trasmessa e come istillata la stima per ogni autentico valore umano, sia nei rapporti interpersonali, sia in quelli sociali, con quanto ciò comporta per la formazione del carattere, per il dominio e la stima di sé, per il retto uso delle proprie inclinazioni, per il rispetto anche verso le persone dell'altro sesso. È richiesta, inoltre, specialmente per i cristiani, una solida formazione spirituale e catechetica (cfr. FC 66).

23. Nella Lettera alle Famiglie 'Gratissimam Sane', Giovanni Paolo II ricorda due verità fondamentali nel compito dell'educazione: "la prima è che l'uomo è chiamato a vivere nella verità e nell'amore; la seconda è che ogni uomo si realizza attraverso il dono sincero di sé" (n. 16). L'educazione dei bambini inizia quindi prima della nascita, nell'ambiente in cui la vita nuova del nascituro è attesa ed accolta, specialmente con il dialogo di amore della madre con la sua creatura (cfr. Ibid., 16), e continua nell'infanzia dato che l'educazione è "prima di tutto 'un' "elargizione" di umanità da parte di ambedue i genitori': essi comunicano insieme la loro umanità matura al neonato" (Ibid.). "Nella procreazione di una nuova vita i genitori avvertono che il figlio "se è frutto della loro reciproca donazione d'amore, è, a sua volta, un dono per ambedue, un dono che scaturisce dal dono"" (EV 92).
L'educazione cristiana nel suo senso integrale, che implica la trasmissione e il radicamento dei valori umani e cristiani - come afferma il Concilio Vaticano II - "non comporta solo quella maturità propria dell'umana persona, ma tende soprattutto a far sì che i battezzati, iniziati gradualmente alla conoscenza del mistero della salvezza, prendano sempre maggiore coscienza del dono della fede, che hanno ricevuto... si preparino a vivere la propria vita secondo l'uomo nuovo nella giustizia e nella santità della verità" ('Gravissimum Educationis', 2).

24. Non può mancare, in questo periodo, anche una leale e coraggiosa educazione alla castità, all'amore come dono di sé. La castità non è mortificazione dell'amore, ma condizione di autentico amore. Infatti, se la vocazione all'amore coniugale è vocazione al dono di sé nel matrimonio, è necessario arrivare a possedere se stessi per potersi veramente donare.
A questo riguardo è importante l'educazione sessuale ricevuta dai genitori nei primi anni della fanciullezza e adolescenza, come è stato indicato dal documento di questo Pontificio Consiglio per la Famiglia già ricordato sopra al n. 10.

25. In questa tappa o momento della preparazione remota sono da raggiungere degli obiettivi specifici. Senza avere la pretesa di farne un elenco esaustivo, in modo indicativo qui si ricorda che tale preparazione dovrà innanzitutto conseguire la meta per cui ogni fedele, chiamato al matrimonio, comprenda a fondo che l'amore umano, alla luce dell'amore di Dio, viene ad assumere un ruolo centrale nell'etica cristiana. Di fatto la vita umana, come vocazione-missione, è chiamata all'amore che ha la sua sorgente ed il suo fine in Dio, "senza escludere la possibilità del dono totale di sé a Dio nella vocazione alla vita sacerdotale o religiosa" (FC 66). In questo senso occorre ricordare che la preparazione remota, anche quando si sofferma sui contenuti dottrinali di carattere antropologico, va collocata nella prospettiva del matrimonio in cui l'amore umano diventa partecipazione, oltre che segno, dell'amore che intercorre tra Cristo e la Chiesa. L'amore coniugale fa presente quindi tra gli uomini lo stesso amore divino reso visibile nella redenzione. Il passaggio o conversione da un livello di fede piuttosto esteriore e vago, proprio di molti giovani, ad una scoperta del "mistero cristiano" è un passaggio essenziale e decisivo: una fede che implica la comunione di Grazia e di amore con il Cristo Risorto.

26. La preparazione remota avrà raggiunto i suoi principali scopi qualora abbia consentito di assimilare i fondamenti per acquisire, sempre di più, i parametri di un retto giudizio circa la gerarchia di valori necessaria per scegliere ciò che di meglio offre la società, secondo il consiglio di S. Paolo: "Esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono" (1 Tes. 5, 19). Non va nemmeno dimenticato che, mediante la grazia di Dio, l'amore viene curato, rafforzato ed intensificato anche attraverso i necessari valori legati alla donazione, al sacrificio, alla rinuncia e all'abnegazione. Già in questa fase di formazione l'aiuto pastorale dovrà essere rivolto a far sì che il comportamento morale sia retto dalla fede. Un simile 'stile di vita cristiana' trova il suo stimolo, l'appoggio e la consistenza nell'esempio dei genitori che diventa per i nubendi una vera 'testimonianza'.

27. Questa preparazione non perderà di vista un fatto tanto importante che consiste nell'aiutare i giovani ad acquistare, nei confronti dell'ambiente, una capacità critica e ad avere altresì il coraggio cristiano di chi sa di essere nel mondo senza essere del mondo. In tal senso leggiamo nella 'Lettera a Diogneto', documento venerabile già dalla primissima epoca cristiana e di riconosciuta autenticità: "I cristiani non si differenziano dal resto degli uomini né per territorio, né per lingua, né per consuetudini di vita... (eppure) si propongono una forma di vita meravigliosa e, per ammissione di tutti, incredibile... Come tutti gli altri si sposano e hanno figli, ma non espongono i loro bambini. Hanno in comune la mensa, ma non il talamo. Vivono nella carne, ma non secondo la carne" (V,1,4,6,7). La formazione dovrà conseguire una mentalità ed una personalità capaci di non lasciarsi trascinare dalle concezioni contrarie all'unità e stabilità del matrimonio, e perciò poter reagire contro le strutture del cosiddetto 'peccato sociale' che "si ripercuote, con maggiore o minore veemenza, con maggiore o minore danno, su tutta la compagine ecclesiale e sull'intera famiglia umana" (Esortazione Apostolica 'Reconciliatio et Paenitentia', 16). È davanti a questi influssi di peccato e a tante pressioni sociali che deve essere rinvigorita una coscienza critica.

28. Lo 'stile cristiano di vita', testimoniato dai focolari cristiani, è già un'evangelizzazione, è il fondamento stesso della preparazione remota. Di fatto, altra meta è costituita dalla presentazione della missione educativa dei propri genitori. È nella famiglia, chiesa domestica, che i genitori cristiani sono i primi testimoni e formatori dei figli sia nella crescita della "fede-speranza-carità", sia nella configurazione della vocazione propria di ognuno di essi. "I 'genitori' sono 'i primi e principali educatori' dei propri figli ed hanno anche in questo campo una 'fondamentale competenza': sono 'educatori perché genitori'" ('Gratissimam Sane', 16). A questo scopo i genitori stessi hanno bisogno di opportuni ed adeguati aiuti.

29. Tra essi si deve annoverare, innanzitutto, la parrocchia come luogo di formazione ecclesiale cristiana; è che si apprende uno stile di convivenza 'comunitaria' (cfr. 'Sacrosanctum Concilium', 42). Non sono da dimenticare, inoltre, la scuola, le altre istituzioni educative, i movimenti, i gruppi, le associazioni cattoliche e, ovviamente, quelle delle stesse famiglie cristiane.
Particolare rilievo posseggono nei processi educativi dei giovani i mezzi di comunicazione di massa, che dovrebbero aiutare positivamente la missione della famiglia nella società e non piuttosto metterla in difficoltà.

30. Questo processo educativo deve stare pure a cuore ai catechisti, agli animatori della pastorale giovanile e vocazionale e soprattutto ai pastori che coglieranno l'occasione delle omelie durante le celebrazioni liturgiche, e di altre forme di evangelizzazione, di incontri personali, di itinerari di impegno cristiano, per sottolineare ed evidenziare gli spunti che contribuiscono ad una preparazione orientata al possibile matrimonio (cfr. 'Ordo celebrandi matrimonium', 14).

31. Occorre dunque "inventare" delle modalità di formazione permanente degli adolescenti nel periodo che precede il fidanzamento e che fa seguito alle tappe della iniziazione cristiana; ed è sommamente utile lo scambio delle esperienze più rispondenti in proposito. Le famiglie, unite nelle parrocchie, nelle istituzioni, in forme diverse di associazione, aiutano a creare un'atmosfera sociale in cui l'amore responsabile sia sano e dove sia inquinato, per esempio dalla pornografia, possano reagire in forza del diritto della famiglia. Tutto questo fa parte di una "ecologia umana" (cfr. 'Centesimus Annus', 38).





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