Il significato del documento di lavoro
1. Quale il significato peculiare di un "documento preparatorio" al Congresso Vocazionale Europeo che sarà celebrato a Roma dal 5 al 10 maggio 1997? Anzitutto va detto che esso vuole rilevare nel modo più oggettivo possibile l'andamento quantitativo e qualitativo delle vocazioni, la coscienza vocazionale delle nostre Chiese e la ricchezza assai varia della pastorale vocazionale quale è andata sviluppandosi in questi ultimi decenni. Infatti l'orizzonte ecclesiale europeo, soprattutto dopo gli eventi che ruotano attorno agli anni '90, si presenta assai variegato e in rapida evoluzione. Tutto ciò spinge ad assumere questo strumento come uno sforzo coerente per ritrovare alcune linee comuni di pastorale vocazionale che siano radicate in una salda coscienza cristologica ed ecclesiologica. Resta non poco significativo un obiettivo che accompagna la preparazione al Congresso. La pastorale vocazionale è, per sua natura, un servizio essenziale al futuro delle Chiese. Non si tratta di un ambito, ma della vita stessa della Chiesa e della sua presenza nella storia. Il documento di lavoro (D.L.) pertanto non si sofferma solo sulle ombre, i ritardi, le carenze della prassi pastorale; ma si sforza di cogliere i segnali positivi, le risorse, i germi di una stagione nuova che chiede una cura sapiente da parte di tutte le comunità e degli educatori in particolare. Di qui uno degli obiettivi già enunciati per il Congresso e già presenti in questo documento: promuovere la "speranza" soprattutto in coloro che nelle comunità cristiane sono chiamati nativamente a portare il "pondus diei et aestus" (Mt 20,12).
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