VII - Rilievi sugli istituti secolari da parte delle conferenze europee
49. Il numero delle vocazioni è generalmente basso. Pochi Istituti indicano una certa stabilità. La secolarità consacrata incontra ulteriori difficoltà dovute soprattutto alla ignorata possibilità di donarsi totalmente a Dio rimanendo nel mondo. Tale vocazione inoltre, non manifestando particolari rilevanze esteriori e non esercitando quindi attrazione immediata, come avviene in altre esperienze di vita, richiede una certa maturità e sufficiente discernimento non sempre presenti negli ambienti giovanili attuali.
50. Tenuto conto del riserbo che in genere circonda i membri degli Istituti Secolari, è possibile rispondere molto genericamente: età medio-anziana; professioni: le più svariate, ma sono molto diffuse attività terziarie (insegnamento, settore socio-sanitario), pensionati; ambienti di provenienza: ceti sociali medi-popolari.
51. Gli Istituti Secolari cercano di accostare la realtà giovanile attraverso momenti di spiritualità, tuttavia non si può parlare di veri e propri piani pastorali specifici. Si riscontra una crescente sensibilità per l'accompagnamento ed il discernimento delle vocazioni (è un problema delicato per il futuro stesso degli Istituti Secolari). In genere gli Istituti fanno molto affidamento sugli assistenti spirituali (dove esistono), come pure su membri disponibili e sensibili al tema.
52. Alcuni Istituti danno vita a iniziative formative per i propri animatori tuttavia tali itinerari non si può dire facciano parte integrante del cammino formativo dell'Istituto. Gli Istituti Secolari accostano i giovani in genere attraverso corsi di orientamento, ritiri ed esercizi spirituali. Poiché gli Istituti Secolari laicali non sono organismi di pastorale né in genere gestiscono opere proprie, nella maggior parte dei casi è preclusa la possibilità di momenti specifici di accoglienza per giovani come avviene ad esempio negli Istituti religiosi. Tuttavia in molti Istituti Secolari i giovani vengono ammessi ai momenti formativi abituali in modo che possano confrontarsi direttamente con chi vive realmente la consacrazione nel mondo.
53. Le maggiori difficoltà consistono nella diffusissima disinformazione per cui, nonostante il nuovo Codice di Diritto Canonico come pure il Catechismo della Chiesa Cattolica ne trattino esplicitamente, risulta una errata collocazione degli Istituti Secolari sia sotto il profilo teologico che canonico, con la conseguenza pratica di definire i consacrati nel mondo come religiosi.
|