IV - L'Europa delle vocazioni guarda al futuro
Il contributo del Congresso: lo scambio dei doni vocazionali
82. Sono di rilievo il notevole interesse e l'attenzione dei Vescovi delle nazioni d'Europa a questo avvenimento del Congresso, considerato come appuntamento di grazia. L'incontro tra Vescovi ed operatori vocazionali presenti nelle Chiese del continente viene considerato come momento propizio da vivere nella comunione dello Spirito in cui confluiscono molte esperienze, cammini ed attese, forse persino eccessive. In particolare si evidenzia la singolarità di questo Congresso, perché esprime il volto cristiano d'Europa. Ma non meno perché la riflessione verte su un tema che induce a guardare al futuro con preoccupazione ma pure con speranza: l'Europa dei giovani, perché è ad essi che occorre pensare, parlando di vita come vocazione e come profezia per la Chiesa e per il mondo. Si nota inoltre un sano realismo guardando all'Europa dei giovani: se da una parte non si tacciono i rischi e le ombre che incombono sul mondo giovanile attraverso la cultura del soggettivismo esasperato, dall'altra si ripete che occorre da parte della Chiesa saper accogliere i giovani e discernere i segni di grande novità e di speranza. Si insiste nel dire che bisogna avere fiducia nei giovani, occorre vedere i valori di cui sono portatori. Pertanto il contributo del Congresso viene considerato soprattutto in prospettiva di scambio. Di qui l'importanza di assumere un atteggiamento di ascolto, di attenzione alla rilevante diversità dei vissuti ecclesiali e di fede, delle esperienze vocazionali, salvaguardando la singolarità delle diverse nazioni con il loro passato di croce e di grazia.
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