L'Europa dell'Est e il post-Comunismo
19. Le Conferenze Episcopali dell'Est europeo sottolineano il fatto di essersi liberati dal comunismo solo dal 1989. I lunghi anni del regime totalitario hanno avuto effetti devastanti anche nel campo delle vocazioni (così si esprimono ad es. Bulgaria, Polonia, Ungheria, ecc.). Sempre nell'Est europeo, solo alcuni paesi avvertono tendenze chiare di incremento vocazionale. La maggior parte delle nazioni, con un clero autoctono non sufficiente, sono impegnati in una fase di assesto della pastorale vocazionale. Non si vede, tuttavia, quando queste Chiese potranno avere un sufficiente personale proprio. A livello qualitativo gli effetti della mancata o impedita educazione religiosa si fanno sentire anche in coloro che rispondono alla vocazione al ministero ordinato e alle altre forme di vita consacrata (Bulgaria). La Conf. Ep. Rumena fa dei rilievi che valgono anche per altre situazioni simili. Si osserva che l'aumento è dovuto alla libertà di cui gode la Chiesa dal 1989. Fino a quell'anno il regime applicava il "numero chiuso". La pastorale delle vocazioni "non clandestina" per i cattolici di rito orientale (greco-cattolici) ha un nuovo slancio. Le difficoltà maggiori che questi Paesi dell'Est evidenziano sono: "La mancanza di Chiese, i problemi di riorganizzarsi, la mancanza di professori di teologia nei seminari maggiori". Il Cattolicesimo di Romania soffre molto per il fatto che secondo la Costituzione non sono riconosciute le scuole "confessionali", considerate solo come scuole private, quindi non sostenute dallo Stato. In tal modo sono in svantaggio i seminari minori o le scuole cattoliche da dove proviene la maggioranza di seminaristi. In Bielorussia i giovani e le ragazze che vogliono consacrare la vita al Signore prendono contatti segreti con i presbiteri, i religiosi e le religiose e, secondo le possibilità, vengono formati alla vita consacrata. In ogni caso è un segno di fondata speranza assistere alla ripresa delle vocazioni soprattutto nelle nazioni che si sono affrancate dai regimi totalitari. Sembra che il respiro della libertà apra prospettive promettenti anche nella direzione di una vita consacrata al Signore.
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