Preoccupazione più per la qualità che per il numero
39. Nei Paesi dell'Europa occidentale si ammette il declino numerico delle vocazioni religiose. Ad es. i Superiori Maggiori del Belgio affermano che alcune famiglie religiose non hanno vocazioni da 25 anni. Tuttavia per molti Istituti non si pone il problema del numero. "Non si lavora sul numero, ma sulla qualità delle motivazioni, del progetto e della chiamata alla vita religiosa". Ecco un rilievo dei religiosi francesi: "Vorremmo parlare di discernimento e non di promozione vocazionale. Non esiste promozione vocazionale nel senso di attirare i giovani. Noi riceviamo coloro che il Signore manda, ma non senza provare la loro qualità. Cerchiamo sempre di far passare la qualità avanti al numero". Esistono situazioni drammatiche come questa: "In Svizzera da 20 anni il risveglio delle vocazioni è diventato un'utopia". "Molti istituti soltanto di tanto in tanto hanno un novizio. È chiaro che la mancanza di altri candidati è un ostacolo che non può essere sottovalutato" (Religiosi del Belgio). I giovani che bussano alle porte delle comunità di accoglienza o dei Prenoviziati per verificare la propria vocazione vengono sempre accolti con disponibilità, ma questo non impedisce un sano discernimento vocazionale. Gli itinerari di questo discernimento variano da Istituto a Istituto; ma dalla maggior parte di essi sono stati elaborati cammini di crescita nella vita spirituale e apostolica con verifiche e tappe sufficientemente definite prima del loro ingresso in noviziato. Per le vocazioni che non percorrono il cammino tradizionale dei seminari, sono state istituite le "Comunità di accoglienza" e i "Prenoviziati" con programmi formativi che favoriscono una verifica seria della chiamata del Signore. Durante questo tempo di formazione si verifica l'equilibrio fisico e psicoaffettivo, si cura il cammino culturale e religioso, si valutano le predisposizioni e si aiuta a chiarificare le motivazioni della scelta della vita religiosa. Gli strumenti sono la formazione alla disciplina della vita comunitaria nella fraternità, alla vita liturgica e alla preghiera in tutte le sue forme, al lavoro e all'apostolato tipico dell'Istituto.
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