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Pontificia Opera per le vocazioni ecclesiastiche
Pastor. delle vocaz. nelle Chiese partic. d'Europa

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  • VI - Alcune annotazioni dei superiori e delle superiore maggiori
    • Il "nuovo" nelle vocazioni religiose nell'ultimo decennio
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Il "nuovo" nelle vocazioni religiose nell'ultimo decennio

43. Gli sviluppi della teologia conciliare sulla vita religiosa e le mutate condizioni storico-sociali hanno condotto i religiosi a trasformare non poche strutture e tradizioni consolidate, ed hanno profondamente inciso sul vissuto della vita religiosa e sulla sua proposta vocazionale. È stata fatta con coraggio la scelta di operare decisamente nel campo della pastorale giovanile vocazionale. Alcune indagini tra le Province religiose, hanno rilevato che una grandissima maggioranza sostiene essere necessario che i religiosi di vita apostolica impieghino le migliori energie nella pastorale giovanile vocazionale. A questo scopo sono utilizzate, in modo particolare, case di spiritualità, centri di orientamento o case di accoglienza.
In alcune nazioni, come l'Austria, la Francia, l'Olanda, la Gran Bretagna, l'Italia, la Germania, il Belgio, la stragrande maggioranza dei candidati alla vita religiosa non provengono più dai seminari minori, ma direttamente dalle famiglie. Si tratta in genere di giovani e adulti inseriti e operanti in gruppi parrocchiali o in movimenti ecclesiali. Essi presentano un clima culturale diversificato: da quello universitario a quello tecnico, a quello ancora fermo alla scuola dell'obbligo. Sulla cultura umanistica prevale quella tecnica.
Questa constatazione ha avviato un'impegnativa revisione di itinerari, metodi, tempi che investono in modo coordinato la pastorale vocazionale.
È accresciuta la sensibilità vocazionale di tutti i religiosi e va sempre meglio definendosi il ruolo dell'animatore vocazionale in relazione alle altre comunità e alla Chiesa particolare in cui opera. È quasi completamente scomparsa la figura dell'animatore vocazionale solitario, ricercatore di nuovi aspiranti. Numerose Province hanno una comunità e una struttura operativa comprendente più religiosi, che lavorano con programmi concordati e strutturati, che portano avanti sostenuti dalla collaborazione e dall'interessamento di quasi tutte le comunità della provincia.
In particolare va nascendo la figura dell'animatore vocazionale di comunità, con lo scopo di favorire la partecipazione della spiritualità dell'Istituto alla Chiesa locale.
Alla "comunità degli animatori vocazionali" è affidato il compito di promuovere e coordinare i momenti forti sia dell'annuncio che del discernimento vocazionale; ad essa sono indirizzati, dalle singole comunità, i giovani che mostrano segni vocazionali.
Una novità non proprio positiva, che angustia più di qualche Istituto religioso, è quello degli abbandoni nei primi anni di vita apostolica. Sembra che i giovani religiosi siano incapaci di vivere la loro consacrazione nel contesto della vita quotidiana di impegno apostolico. Troppe volte sentono in modo drammatico la difficoltà a coniugare la realtà apostolica dentro le strutture e gli ideali carismatici e missionari, sui quali hanno fondato la loro vita. Così, alle prime difficoltà o contrasti, crollano e abbandonano.




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