Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Pontificia Opera per le vocazioni ecclesiastiche
Pastor. delle vocaz. nelle Chiese partic. d'Europa

IntraText CT - Lettura del testo

  • III - Progettare la pastorale vocazionale nelle comunità cristiane
    • Progettare la pastorale vocazionale nella parrocchia
Precedente - Successivo

Clicca qui per attivare i link alle concordanze


Progettare la pastorale vocazionale nella parrocchia

73. Cresce comunque la consapevolezza che la pastorale vocazionale debba ricuperare lo spazio vicino il più possibile alle persone e ai giovani. In particolare la pastorale ordinaria della comunità cristiana, là dove il sacerdote può diventare il primo animatore delle vocazioni oppure può diventarne il controtestimone.
Ma perché ciò avvenga è necessario prevedere alcune attenzioni particolari per un'efficace traduzione pastorale della vocazionalità della vita e della Chiesa.

74. Anzitutto va prestata attenzione alla Chiesa particolare, vero luogo dei carismi e delle vocazioni più diverse. I giovani in particolare non maturano una appartenenza ecclesiale solo in base a riflessioni astratte, ma soprattutto attraverso esperienze vissute. La comunità e la Chiesa particolare, se da una parte devono guardare con simpatia ai giovani prestando ad essi una attenzione privilegiata, dall'altra sono orizzonti da riscoprire e da sperimentare come i luoghi concreti in cui progettare una vita in dimensione di servizio.

75. All'interno della Chiesa vanno promossi gruppi e associazioni come "luoghi pedagogici" di maturazione nella fede e nel discernimento vocazionale. Ma perché i gruppi siano veramente capaci di promuovere e stimolare una autentica maturazione dei doni dello Spirito, hanno bisogno di presenze educative consapevoli del loro servizio alle persone e al gruppo. Paradossalmente molti gruppi, mancando di precisi stimoli e riferimenti, diventano luoghi di amicizie gratificanti, ma per nulla strumenti di crescita umana e spirituale.

76. Va da sé allora che una vera programmazione di pastorale vocazionale in una comunità debba puntare sulla cura degli educatori, mancando i quali tutto rischia di arenarsi. Ma la mediazione educativa, quale segreto di un efficace piano pastorale, non è data da una generica testimonianza di altruismo e di valori etici; richiede invece la consapevolezza che ogni educatore è un testimone del Cristo risorto, disposto a servire il progetto di Dio nel cuore di ogni ragazzo o adolescente.

77. Inoltre la comunità cristiana per promuovere le vocazioni deve sapere valorizzare in modo sapiente la presenza dei carismi, sia nella fase programmatica che nei momenti della pastorale vissuta. I giovani in particolare devono sperimentare, per non dire respirare, un clima di stima, di accoglienza, di affettuosa attenzione di tutte le comunità a tutte le espressioni vocazionali che vi operano.

78. Ed infine la programmazione pastorale ha bisogno di essere ancorata a dei concreti itinerari già abbozzati nel tessuto delle comunità cristiane. In particolare va valorizzato l'anno liturgico, che è una scuola permanente per crescere verso la "piena maturità di Cristo" (Ef 4, 13). Come la presenza storica di Gesù fa crescere nel discepolato, e i "dodici", nella quotidiana familiarizzazione con il maestro vanno formandosi gradualmente secondo le esigenze della sequela, così la presenza di Cristo nei segni dell'anno liturgico, fa crescere tutta la comunità cristiana e, in essa, ciascun credente secondo una vocazione specifica. Pertanto l'anno liturgico propone l'attenzione sui contenuti essenziali del progetto uomo immerso nel mistero di Cristo.




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License