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| P. Fernando Leite, SI Francesco di Fatima IntraText CT - Lettura del testo |
Francesco e Giacinta, due dei tre pastorelli che videro la Madonna a Fatima nel 1917, saliranno alla gloria degli altari in quest’Anno Santo 2000. Con una solenne cerimonia, il Santo Padre li proclamerà beati, mettendo in risalto agli occhi del mondo le loro vite esemplari. È più unico che raro il fatto che due bambini di 10 e 9 anni rispettivamente, senza essere morti martiri, nel breve periodo della loro esistenza siano talmente cresciuti nel loro amore di Dio e, di conseguenza, abbiano praticato le virtù in modo così eminente, da essere proposti a tutti, piccoli e adulti, come modelli da seguire.
Luci sull’Est ha già pubblicato un libro su Giacinta scritto dal sacerdote gesuita portoghese, Padre Fernando Leite. Il libro è stato immediatamente accolto con grande interesse e gioia dai nostri amici e collaboratori, e le ricchieste hanno rapidamente esaurito la prima edizione di 75.000 copie nella sola lingua italiana. Per far fronte alle numerose richieste stiamo provvedendo a una ristampa.
In tanti però ci hanno fatto la domanda: E un libro su Francesco l’avete? Anche a lui aveva pensato padre Leite, tratteggiando questo profilo biografico del veggente di Fatima che ora sta nelle vostre mani.
I due piccoli veggenti, nella loro innocenza e rettitudine , nella loro profonda coerenza e serietà, nella loro austerità, nel senso del sacrificio per collaborare alla redenzione dei peccatori, sono due modelli risplendenti, non solo per i bambini ma anche per gli adulti. L’eroismo vissuto nella più grande semplicità ci insegna – in un mondo affascinato da falsi idoli e chimere – che agli occhi di Dio conta prima di tutto quella virtù disinteressata e amorosa che è la vera materia prima della santità.
"Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili" (Lc 1, 52), sono parole evangeliche del Magnificat che echeggiano nei nostri cuori nel momento in cui la Santa Chiesa si dispone a glorificare i due pastorelli di Fatima.
Francesco apparentemente è stato il veggente meno privilegiato: vedeva soltanto la Madonna, ma non la udiva né parlava con lei. Quando Lucia chiede a Nostra Signora se tutti e tre andranno in Cielo, la Madre di Dio rispose di sì, ma solo nel caso di Francesco sembra mettere una condizione: "dovrà recitare molti rosari". Probabilmente, al momento di questi grandiosi avvenimenti, Francesco era dei tre quello che più doveva ancora purificarsi di qualche macchia del passato.
Dalle memorie di Suor Lucia, testo su cui si basa il racconto biografico di padre Leite, sembra desumersi chiaramente che dal momento in cui Francesco ha capito la portata della sua missione in terra, non ha avuto né tentennamenti né passi falsi. Con dolce e affabile tenacia è andato incontro alla morte che gli era stata annunciata dalla Madonna, senza mai domandarsi il perché di questa sorte. Anzi, egli sembra tutto pervaso da un amore ardente alla sua vocazione, e in essa cammina a grandi passi, con due soli propositi: rendersi degno del Cielo e consolare Nostro Signore, che egli ha percepito particolarmente triste ed afflitto per le offese degli uomini.
Non stupisce dunque quanto sua madre asserì di lui nel momento della morte: "Prese un’aria di sorriso e così rimase. Poi non respirò più". Francesco era sicuro che sarebbe andato in Cielo a fare eternamente quello che più lo motivava in questa vita: consolare Gesù.
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