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P. Fernando Leite, SI
Francesco di Fatima

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L’angelo dell’Eucarestia

 

 

Nell’autunno 1916, i tre pastorelli si trovavano sul colle del Cabeço, ripetendo a memoria con i volti a terra la preghiera che l’Angelo aveva insegnato loro nella prima apparizione. Tutto d’un tratto videro brillare sopra le loro teste un grande bagliore.

 

"Ci alzammo per vedere cosa succedeva, e vedemmo l’Angelo con un calice nella mano sinistra e sospesa su di esso un’Ostia, dalla quale cadevano nel calice alcune gocce di sangue. Lasciando il calice e l’Ostia sospesi in aria, si prostrò a terra vicino a noi e ci fece ripetere tre volte la preghiera:

 

"Trinità santissima, Padre, Figliolo e Spirito Santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e della indifferenza con cui è offeso. E per i meriti infiniti del suo santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori".

 

"Poi sollevandosi prese di nuovo in mano il calice e l’Ostia, diede l’Ostia a me, e quel che conteneva il calice lo diede da bere a Giacinta e Francesco, dicendo nello stesso tempo:

 

"Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro delitti e consolate il vostro Dio".

 

"Di nuovo si prostrò a terra e ripeté con noi altre tre volte la stessa preghiera: "Trinità santissima ecc." E scomparve."

 

 

 




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