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| P. Fernando Leite, SI Francesco di Fatima IntraText CT - Lettura del testo |
Il giorno 13 maggio 1917, era Domenica, i tre pastorelli giocavano alla Cova da Iria. A mezzogiorno videro un lampo. Temendo che incominciasse a tuonare, scesero il pendio e contemplarono su un elce "una Signora tutta vestita di bianco, più splendente del sole. (...)" Allora – scrive Lucia – Ella ci disse:
" Non abbiate paura. Non vi faccio del male".
"Di dove è Vostra Signoria?" le domandai.
"Sono del Cielo".
"E cosa vuole da me Vostra Signoria?"
"Sono venuta a chiedervi di venire qui per sei mesi consecutivi, il giorno 13 di ogni mese, a questa stessa ora. Poi vi dirò chi sono e che cosa voglio."
"Sì, ci vai".
"E anche Giacinta?"
"Anche lei."
"E Francesco?"
"Anche lui, ma deve recitare molti rosari...Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che vorrà inviarvi, come atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori?"
"Sì lo vogliamo".
"Andate, dunque; avrete molto da soffrire, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto".
"Allora, per un impulso intimo anch’esso comunicatoci, cademmo in ginocchio e ripetemmo interiormente: "O Santissima Trinità vi adoro. Mio Dio, mio Dio, vi amo nel santissimo Sacramento." La Madonna aggiunse: "Recitate il rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra".
"Poi – descrive Suor Lucia – cominciò a elevarsi serenamente, salendo verso oriente."