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Dom Jean-Baptiste Gustave Chautard
Anima di ogni Apostolato

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  • II. L’uomo d’azione senza la vita interiore
    • Prima tappa
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Prima tappa

L’anima da principio ha perduto a poco a poco, seppur l’ebbe mai, la chiarezza e il vigore delle convinzioni riguardanti la vita soprannaturale, il mondo soprannaturale e l’economia del piano e dell’azione del Signore concernenti il rapporto della vita intima dell’operaio evangelico con le sue opere. Essa non vede più le sue opere che attraverso un miraggio ingannatore. La stessa vanità fa sottilmente da piedistallo alla pretesa buona intenzione. Un predicatore, uomo tutto esteriore e gonfio di vana compiacenza, rispondeva ai suoi adulatori: «Che volete, Dio mi ha dato il dono della parola ed io lo ringrazio». L’anima allora cerca ben più se stessa che Dio: reputazione, gloria e interessi personali sono al primo posto. Il motto «Se fossi gradito agli uomini, allora non sarei servo di Cristo» (Gal. 1, 10), diventa per essa privo di senso.

La mancanza di base soprannaturale che caratterizza questa tappa ha, talvolta come causa ed talaltra come immediata conseguenza, oltre all’ignoranza dei princìpi, anche la dissipazione, la dimenticanza della presenza di Dio, l’abbandono delle giaculatorie e della custodia del cuore, la mancanza di delicatezza di coscienza e di regolarità di vita. E’ vicina la tiepidezza, seppur non è già cominciata.




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