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| P. Fernando Leite, SI Giacinta di Fatima IntraText CT - Lettura del testo |
Nel carcere i detenuti consigliavano i pastorelli:
- "Voi dovete dire al sindaco quel segreto. Che vi importa che quella Signora non voglia?
- Questo mai! - rispose Giacinta con vivacità -, preferirei prima morire.
- Decidemmo allora di recitare il nostro rosario. Giacinta aveva una medaglia al collo e chiese a un carcerato di appenderla alla parete. In ginocchio, di fronte a questa medaglia, cominciammo a pregare. Anche i carcerati si misero in ginocchio e pregarono con noi, almeno quelli che sapevano pregare. Finito il rosario, Giacinta ritornò in lacrime vicino alla finestra.
- Giacinta, allora tu non vuoi offrire questo sacrificio a Nostro Signore?, le domandai.
- Voglio, ma mi ricordo di mia madre e piango senza volerlo...
Fra i carcerati c'era uno che suonava l'armonica. Per distrarci si misero allora a suonare e cantare. Ci chiesero se sapevamo ballare. Dicemmo di conoscere il fandango e la vira. Giacinta fece coppia con un povero ladro che, vedendola così piccolina, finì col ballare con la bambina abbracciata al collo! Che la Madonna abbia avuto pietà della sua anima e lo abbia convertito!"