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| P. Fernando Leite, SI Giacinta di Fatima IntraText CT - Lettura del testo |
All'indomani della prima apparizione, Giacinta esclamava:
- “Quella Signora ci ha detto di recitare il rosario e di fare sacrifici per la conversione dei peccatori... I sacrifici, come li dobbiamo fare?
Francesco pensò subito a un buon sacrificio:
- Diamo la nostra merenda alle pecore e facciamo il sacrificio di saltare il pasto.
In pochi minuti tutto il loro cibo veniva distribuito fra il gregge. Così passammo un giorno di digiuno, senza prendere assolutamente nulla!
Giacinta prese molto sul serio i sacrifici per la conversione dei peccatori e non tralasciava nessuna occasione per farli.
Alcune fanciulle, figlie di due famiglie di Moita, bussavano alle porte delle case per chieder l’elemosina. Le incontrammo un certo giorno mentre portavamo il gregge al pascolo. Giacinta, vedendole, ci disse:
- Diamo la nostra merenda a quelle poverine per la conversione dei peccatori.
E corse a portargliela. Risolvemmo di dar loro la nostra merenda tutte le volte che le avessimo incontrate. E le povere bambine, felici per la nostra elemosina, ci cercavano e ci aspettavano per la strada. Non appena le vedeva, Giacinta correva loro portandole tutto il nostro sostegno di quel giorno, con soddisfazione tale da sembrare che non ne sentissimo affatto la mancanza!".
La merenda non rappresentava per i pastorelli quel leggero spuntino che noi prendiamo a metà pomeriggio, ma era addirittura il loro pasto del mezzogiorno. Infatti, loro uscivano da casa al mattino presto per tornare solo verso il tramonto. Che enorme sacrificio passare tutta la giornata senza alimentarsi!