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| P. Fernando Leite, SI Giacinta di Fatima IntraText CT - Lettura del testo |
Oltre i sacrifici del palato, i pastorelli “crocifiggevano” il corpo con molte altre penitenze. Stringevano alla vita una corda che la Madonna, nell'apparizione di settembre, ordinò loro di portare soltanto di giorno.
"Sia per la larghezza e la ruvidezza della corda, sia perché talora la stringevamo troppo, questo strumento a volte ci faceva soffrire orribilmente. Giacinta ogni tanto si lasciava sfuggire qualche lacrima per lo sconforto che le provocava. Le dicevo allora di levarsela e mi rispondeva:
- No. Voglio offrire questo sacrificio a Nostro Signore in riparazione e per la conversione dei peccatori".
Un giorno Giacinta pungendosi con le ortiche disse ai suoi compagni:
- "Vedete, vedete qui un'altra cosa con la quale ci possiamo mortificare!
Da allora in poi ci rimase l'abitudine ogni tanto di strofinare le gambe alle ortiche, per offrire anche questo sacrificio"
Un altro sacrificio era di stare per ore col viso sulla terra ripetendo la preghiera dell'Angelo:
"Giacinta aveva per il ballo, confessa Lucia, un piccolo affetto particolare e molto dono artistico". Poco dopo le apparizioni lei disse:
- “Adesso non ballo più, perché voglio offrire questo sacrificio a Nostro Signore".