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| P. Fernando Leite, SI Giacinta di Fatima IntraText CT - Lettura del testo |
Ora, i pellegrini che si recheranno a Fatima visiteranno ogni giorno la tomba della Beata Giacinta per ringraziare dei favori ricevuti deponendo le loro offerte e chiedendo nuove grazie.
Circa la piccola veggente così scrive sua cugina Lucia:
"Ho speranza che il Signore, per la gloria della Santissima Vergine, le concederà l'aureola della santità. Lei era bambina solo negli anni. Nel restante sapeva praticare la virtù e mostrare a Dio e alla Santissima Vergine il suo amore per la pratica del sacrificio... È ammirevole come comprese lo spirito di preghiera e di sacrificio che la Madonna ci raccomandò... Conservo di lei una grande stima di santità.
Giacinta fu, secondo me, quella a cui la Madonna comunicò una maggiore abbondanza di grazie, di conoscenza di Dio e della virtù...."
Già al tempo degli Apostoli faceva paura la croce: per gli uni era scandalo, per gli altri follia. Croce e sacrificio sarebbero da eliminare per l’uomo moderno, al quale interessa ciò che è facile e tutto vorrebbe fosse facilitato. Per molti il senso della vita consiste “nel piacere”.
Sono note le parole di Pio XII: “Ci fa paura il mistero che si perdono tante anime perché nessuno prega e si sacrifica per loro”.
Giacinta sapeva bene che non vi è redenzione senza croce. Soffrire per salvare le anime dal fuoco dell’inferno, soffrire per consolare il Dio offeso, è stato l’ideale della vita dei due piccoli Beati.
Giacinta ha dunque perseguito quello che anche noi dovremmo raggiungere: la felicità di fare soltanto la volontà di Dio abbandonandoci tra le mani verginali di Maria Santissima.