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| P. Fernando Leite, SI Giacinta di Fatima IntraText CT - Lettura del testo |
Per riparare le offese a Nostro Signore e convertire i peccatori, i pastorelli approfittavano di ogni opportunità per fare sacrifici.
Oltre al sacrificio della merenda, mortificavano il palato in molti modi. Quando la madre di Giacinta offrì ai tre piccoli veggenti alcuni grappoli d'uva, la sua piccolina le disse:
- “Non li mangeremo ed offriremo questo sacrificio per i peccatori.
Lo stesso accadeva con i deliziosi fichi.
Giacinta per mortificarsi mangiava persino le ghiande delle quercie e le olive verdi, dicendo:
- Le mangio perché sono amare, per convertire i peccatori."
Per offrire sacrifici, rinunciavano pure a bere. Scrive Lucia:
"Avevamo anche l'abitudine, ogni tanto, di stare senza bere per tutta una novena o un mese. Una volta facemmo questo sacrificio in pieno mese di agosto, quando il caldo era soffocante."
Quando una volta Lucia portò un bicchiere d'acqua a Francesco, questi le disse:
- “Non voglio bere, voglio soffrire per la conversione dei peccatori."
E Giacinta:
- “Anch'io voglio offrire il sacrifico per i peccatori."