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Attenzione alla diffusione delle sètte. Il proliferare delle
sètte di origine cristiana e non cristiana costituisce attualmente una
sfida pastorale per la Chiesa in tutto il mondo. Nei territori di missione esse
sono un serio ostacolo alla predicazione del Vangelo e alla crescita ordinata
delle giovani Chiese, perché ne intaccano l'integrità della fede
e la compattezza della comunione.
Esistono zone
più vulnerabili e persone maggiormente esposte al loro influsso.
Ciò che le sètte pretendono di offrire gioca apparentemente in
loro favore, perché è presentato come una risposta "immediata"
e "semplice" a bisogni sentiti dalla gente ed i mezzi che
usano sono collegati alla sensibilità e cultura locali.
Come è
risaputo, il Magistero della Chiesa ha più volte messo in guardia nei
confronti delle sètte, incoraggiando a considerarne la diffusione
attuale come un'occasione di "serio ripensamento" da parte
della Chiesa. Più che una campagna contro le sètte, nei territori
di missione si deve impostare un rilancio di "missionarietà".
Il catechista,
oggi, si presenta come uno degli operatori più idonei per superare
positivamente questo fenomeno. Avendo il compito di donare la Parola e di
accompagnare la crescita nella vita cristiana, il catechista è nella
condizione ideale per aiutare le persone, sia cristiani che non cristiani, a
comprendere quali siano le vere risposte ai loro bisogni, senza ricorrere alle
pseudo-sicurezze delle sètte. Inoltre, essendo un laico secolare,
può operare più capillarmente, con una conoscenza delle
situazioni più diretta e vissuta.
Le linee
operative preferenziali per un catechista sono: conoscere bene il contenuto
delle sètte e specialmente le questioni che le sètte sfruttano
per attaccare la fede e la Chiesa, per far capire alla gente l'inconsistenza
della loro proposta religiosa; curare l'istruzione e il fervore di vita delle
comunità cristiane per arginarne la corrosione; intensificare l'annuncio
e la catechesi per prevenire la diffusione delle sètte. Il catechista,
dunque, si impegni ad un'opera silenziosa, perseverante e positiva verso le
persone, per illuminarle, proteggerle ed eventualmente liberarle dall'influsso
delle sètte.
Non si
dimentichi che molte sètte sono intolleranti e proselitistiche e, in
genere, si dimostrano aggressive verso il Cattolicesimo. Non è pensabile
un dialogo costruttivo con la maggior parte di esse, anche se si deve partire
dal rispetto e comprensione delle persone. Questo dato di fatto richiede che
l'opera della Chiesa sia compatta per non prestare il fianco a confusioni; ed
anche ecumenica, perché l'espansione delle sètte presenta una
minaccia pure alle altre denominazioni cristiane. Operativamente il catechista
rimanga inserito nel programma pastorale comune approvato dai Pastori
competenti.
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