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Formazione di base. Il processo formativo che precede l'inizio del ministero
catechistico non è uguale in tutte le Chiese, a motivo della differente
organizzazione e possibilità, e varia anche se viene realizzato in un
centro o al di fuori di esso.
Bisogna
insistere perché a tutti i catechisti sia offerto un minimo sufficiente
di formazione iniziale, senza la quale non sono in grado di rispondere
convenientemente alla loro missione. A tale scopo, ecco alcuni criteri e
indirizzi, che contribuiranno a promuovere e guidare le scelte operative:
- Conoscenza
del soggetto: è necessario che il candidato sia conosciuto
personalmente e nel suo ambiente culturale. Senza questa conoscenza di base, la
formazione risulterà piuttosto una semplice istruzione e sarà
poco personalizzata.
- Attenzione
alla realtà socio-ecclesiale: è importante che i catechisti
siano educati in forma non astratta, ma incarnata nella realtà in cui
vivono e operano. L'attenzione alle situazioni ecclesiali e sociali offre punti
di riferimento concreti e garantisce una formazione maggiormente situata.
- Continuità
e gradualità nella formazione: i candidati siano aiutati a
raggiungere tutti gli obiettivi della formazione in modo progressivo e
graduale, rispettando i ritmi di crescita di ognuno e le necessarie differenze
dei vari momenti. Non si pretenda di avere un catechista completo fin
dall'inizio, ma lo si aiuti a crescere senza interruzioni e scompensi.
- Metodo
ordinato e completo: tenendo conto dell'ambiente di missione e degli
indirizzi di una sana pedagogia, occorre che il metodo formativo sia: esperienziale,
arricchito cioè da confronti, programmati e guidati, con le situazioni
ecclesiali, culturali e sociali del luogo; integrale, che miri alla
crescita della persona in tutti i suoi aspetti e valori; dialogante, con
uno scambio continuo tra la persona e Dio, il formatore, la comunità; liberante,
al fine di sciogliere il catechista da qualsiasi condizionamento conscio e
inconscio, in contrasto con il messaggio evangelico; armonico, tendente
ad assumere l'essenziale e a condurre all'unità interiore.
- Progetto
di vita: una pedagogia valida aiuta l'individuo a costruirsi un progetto di
vita, che fissi gli obiettivi e i mezzi per raggiungerli, ma in modo realistico.
Ogni catechista sia educato, sin dall'inizio, a farsi un programma ordinato,
nel quale venga curata prima di tutto l'identità e lo stile di vita, poi
anche le qualità necessarie per l'apostolato.
- Dialogo
formativo: è l'incontro personale tra il candidato e il formatore.
E' un incontro importante per illuminare, stimolare e accompagnare il progresso
nella formazione. Il catechista sia aperto con il formatore e instauri con lui
un dialogo costruttivo e regolare. Nel dialogo formativo ha un posto singolare
la direzione spirituale, che raggiunge l'intimo profondo della persona e
l'aiuta ad aprirsi alla grazia, in modo che cresca in sapienza.
- In
contesto comunitario: la comunità cristiana, dove il catechista vive
e svolge la sua attività, è il necessario luogo di confronto,
proposta e discernimento di vita per tutti i suoi membri e particolarmente per
quelli che realizzano una vocazione apostolica. I catechisti possono scoprire
progressivamente nella comunità come si attua il progetto divino di
salvezza. Nessuna vera educazione apostolica può avvenire al di fuori
del contesto comunitario.
Questi
indirizzi pedagogici siano tenuti presenti laddove esiste una buona struttura
per la formazione di base. Tuttavia, anche dove si è soltanto all'inizio,
essi possono servire da stimolo e da orientamento per i Pastori e per gli
stessi candidati. Si eviti assolutamente di improvvisare la preparazione dei
catechisti o di lasciarla alla loro esclusiva iniziativa.
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