|
a) Accesso
alle fonti e ai canali delle notizie
34. L'uomo del nostro tempo non
può fare a meno dell'informazione, che deve rispondere a criteri di
rettitudine, di accuratezza, di esattezza e di fedeltà, perché
possa approfondire la conoscenza del mondo moderno in continua evoluzione e
adattarsi alle nuove situazioni, in cui si trova implicato ogni giorno, con
piena coscienza delle sue responsabilità e possa così assumere un
ruolo attivo e responsabile nel suo gruppo sociale e sentirsi vitalmente
inserito negli attuali problemi di ordine economico, politico, culturale e
religioso.
Strettamente
correlativo al diritto di informazione è il dovere della ricerca da
parte dell'uomo: tale diritto infatti non può essere esercitato se
l'uomo che deve essere informato non dà anche la sua collaborazione.
Deve quindi esserci una larga disponibilità di mezzi efficaci, per poter
scegliere quelli più adatti alle esigenze individuali e sociali. Se non
c'è la possibilità di una vera scelta tra diversi strumenti della
comunicazione, il diritto si riduce ad un mero enunciato teorico.
35. Anche la società, in
tutte le sue strutture, ha bisogno dell'informazione per esplicare le sue
attività, come ha bisogno di cittadini bene informati; il diritto
all'informazione quindi non può oggi limitarsi alla sfera individuale ma
deve essere ritenuto essenziale per il bene comune.
36. La professione di trasmettere le
notizie comporta dunque un impegno pesante, reso difficile da continui
ostacoli, che spesso sono creati appositamente da quanti hanno interesse ad
occultare la verità.
Questo problema
riguarda particolarmente gli inviati speciali, che sono sempre in movimento e
si spingono in ogni parte del mondo per assistere di persona agli avvenimenti.
(7) Per cogliere "i fatti proprio nel loro svolgersi",
(8) non esitano ad esporsi a pericoli mortali e molti di essi infatti
sono deceduti nel compimento del dovere professionale. Poiché gli uomini
hanno diritto ad essere informati sugli avvenimenti e sul loro contesto,
soprattutto di quei paesi che, con grande preoccupazione di tutta
l'umanità, sono teatro di dolorosi eventi bellici, deve essere
perciò salvaguardata nella misura più efficace la salute e
l'incolumità fisica di tali informatori.
Pertanto la
Chiesa non può non deprecare e riprovare l'uso della violenza verso
queste persone e verso quanti operano nel campo delle comunicazioni; essi
cercando le notizie e trasmettendole fedelmente rivendicano e promuovono il
diritto fondamentale degli uomini alla informazione.
37. Oltre alla difficoltà,
propria di tutti gli uomini, di scoprire pienamente la verità e di
trasmetterla agli altri, avviene che gli informatori, dovendo comunicare sempre
qualcosa di nuovo, illustrino soltanto quei particolari che abbiano un
interesse di bruciante attualità; essi infatti devono fare affidamento
sul loro discernimento nella scelta, fra una colluvie di notizie, di quelle che
ritengono di particolare importanza e di interesse per il pubblico.
Ne consegue che
le informazioni si frantumano, diventano inutili e non riproducono più
nella loro interezza la gravità delle situazioni.
38. La trasmissione di notizie deve
essere agile, completa e intelligente. Per questo gli informatori si servono
sempre più delle interviste a persone competenti nella materia trattata
per avere commenti sulle origini e sulle circostanze degli avvenimenti
riportati e confrontarli con le proprie osservazioni critiche. Questi commenti
sono spesso richiesti a tamburo battente, anzi talvolta appena qualche minuto
prima dell'avvenimento. Avviene peraltro che personaggi fidatissimi, che hanno
piena coscienza dei loro doveri, soprattutto quando si trovano in posti di
comando o di responsabilità morale, siano giustamente esitanti nel
riassumere velocemente i fatti e nel darne una loro interpretazione, prima di
avere preso contatto con gli avvenimenti stessi nella loro realtà e nel
loro contesto. Ora, siccome i mezzi di comunicazione per loro natura esigono
trasmissione e commento immediati, spesso si fanno avanti proprio i
commentatori meno preparati, che accettano ancora più alla leggera di
collaborare. Spetta a chi possiede una seria competenza nei problemi da
trattare di impedire che ciò accada, procurando di tenere pronta, per
quanto è possibile, una documentazione dei fatti più recenti
perché siano loro i primi ad affrontare il compito di dare al pubblico
un'informazione più completa possibile.
39. Un'altra difficoltà sorge
dalla necessità che le notizie, se vogliono essere fresche e attirare
l'attenzione, devono essere diffuse quasi istantaneamente. Si aggiunga che
l'emulazione di prevenire gli altri nella diffusione si paga in moneta sonante,
senza contare che la gran fretta finisce per far trascurare l'esattezza della
notizia. Gli informatori devono poi tenere conto delle preferenze, dei gusti,
della preparazione culturale del loro pubblico e avvertire quali siano le
notizie desiderate prima di altre.
In queste
contingenze così difficili i comunicatori quando diffondono le
informazioni devono sentirsi impegnati a rispettare soprattutto la
verità dei fatti.
40. Oltre alle difficoltà che
provengono dalla stessa natura degli strumenti della comunicazione e dalla loro
diffusione, un altro problema si pone agli informatori: essi cioè devono
spiegare i fatti a un pubblico, sovente agitato e distratto, adattandosi alle
sue esigenze e attirandone l'attenzione. D'altra parte il comunicato non
può eccitare e commuovere in modo abnorme il pubblico, con il pericolo
che questi venga a captare in maniera distorta il messaggio trasmesso,
collocandolo fuori del contesto o ingrandendolo fuori delle sue vere
proporzioni, quasi fosse un'azione scenica.
41. I recettori che devono mettere
insieme frammenti di informazioni, corrono il rischio di avere una visione
globale dei fatti incompleta o disarmonica. Un certo equilibrio potrà
essere raggiunto con l'apporto continuo di notizie da fonti molteplici e
differenziate, avendo l'avvertenza di vagliarle tutte criticamente. I recettori
inoltre devono rendersi conto della situazione di coloro che affrontano
l'impegno professionale della comunicazione e non aspettarsi da essi una
perfezione che supera certamente la misura umana. Hanno tuttavia il
diritto-dovere di esigere la pronta e pubblica rettifica di notizie, che
fossero false o lacunose; di chiedere l'integrazione di importanti particolari
omessi; di reclamare, ogni qual volta i fatti siano presentati in modo
distorto, collocandoli ad es. fuori del loro contesto; di protestare quando i
fatti sono esagerati o viceversa quando non hanno avuto il dovuto rilievo.
Questo diritto
deve essere riconosciuto ai recettori dalle norme di un codice deontologico
accettato dai comunicatori. Se questo codice manca, la protezione del diritto
di cui sopra è affidata alle leggi di ogni nazione o alle convenzioni
internazionali.
42. Tuttavia il diritto di
informazione ha dei limiti ben segnati e non può entrare in conflitto
con altre forme di diritto, quali sono il diritto della verità che
tutela la fama dell'individuo e della società; il diritto alla
salvaguardia della vita privata, che difende la sfera intima delle famiglie e
degli individui; (9) il diritto del segreto, quando è richiesto
dalla necessità, dal dovere professionale o dal bene comune.
Quando è
in gioco il bene comune, occorre grande prudenza e discrezione nella diffusione
delle notizie.
43. Quando si deve fare posto nella
cronaca a fatti di brutalità e di violenza, bisogna procedere con molto
tatto e con perspicacia. Certamente la violenza e la crudeltà sono
retaggio della vita umana e si manifestano apertamente in questo nostro tempo
così sconvolto. La loro descrizione può servire a suscitare nei
recettori una giusta reazione verso questi crimini. Quando però la
descrizione di questi fatti cruenti è fatta in forma eccessiva e
corredata da immagini troppo realistiche, diventa pericolosa perché
rischia di falsare la rappresentazione della vita umana. Si può
addirittura - come ritengono molti esperti - ingenerare nel pubblico più
debole una certa psicosi, o certi atteggiamenti dell'animo, per cui si giudica
cosa normale risolvere con la forza bruta e la violenza le inevitabili
controversie della vita.
|