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b) Libertà
di comunicazione
44. Il diritto di essere rettamente
informato è inseparabile dalla libertà della comunicazione. Di
fatto tutta la vita sociale si fonda sopra un continuo interscambio e un
ininterrotto colloquio sia individuale che comunitario; lo esige la mutua
comprensione e la collaborazione fra gli uomini. Da quando l'umanità ha
potuto fare uso dei mezzi di comunicazione, essa ha acquistato una nuova
dimensione, poiché un sempre maggior numero di uomini viene
cointeressato alla vita e al progresso della società.
45. L'uomo è sociale per
natura sua. Deve quindi potere liberamente esporre le sue idee e metterle a
confronto con quelle degli altri. Ciò è richiesto oggi,
più che nei tempi passati. Le produzioni culturali e scientifiche
infatti sono attuate con un lavoro di gruppo più che con un impegno
individuale. Del resto ogniqualvolta gli uomini, seguendo l'inclinazione della
natura, si scambiano un loro diritto, rendono nello stesso tempo un servizio
alla società.
46. Le società, che accettano
l'apporto di gruppi eterogenei e che sono chiamate "pluralistiche",
danno grande importanza alla libera circolazione di notizie e di opinioni,
perché i cittadini si sentano agenti responsabili nella vita sociale e
difendano questa libertà nella loro legislazione. La nota
"Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo" ha confermato come
fondamentale questa libertà, affermando implicitamente la libertà
nell'uso delle comunicazioni sociali.
47. Nella vita pratica, questa
libertà di comunicazione comporta per gli individui e per i gruppi la
facoltà di procurarsi e di diffondere notizie, come pure di accedere
all'uso dei mezzi di comunicazione. D'altra parte una libertà di
comunicare, che nel suo esercizio non tenga conto degli autentici requisiti di
tale diritto all'informazione e dei suoi limiti, diventa una forma di
autocompiacimento per chi trasmette e non di vero progresso per la gente che
è in ascolto.
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