|
a)
Formazione dei "recettori"
65. Di questa formazione hanno
anzitutto bisogno i recettori non solo per ricavare i massimi benefici dall'uso
delle comunicazioni sociali per la propria utilità, ma anche
perché essi possano partecipare al dialogo della società e ad una
mutua ed efficace collaborazione tra tutti i membri della comunità
umana; nonché per trovare le vie migliori per raggiungere tutti questi
fini, tra i quali eccelle l'impegno di difendere la giustizia nel mondo e di
eliminare le stridenti disuguaglianze fra le nazioni opulente e quelle
sottosviluppate.
66. Per ottenere questo risultato,
il recettore ha bisogno di poter disporre puntualmente di nozioni sempre
aggiornate; questo continuo aggiornamento deve essere curato da persone competenti
e si attua per mezzo di conferenze, discussioni, tavole rotonde, letture
specializzate, convegni di studio, corsi orientativi.
67. Non sarà mai troppo
presto iniziato il compito di sviluppare nei ragazzi il gusto artistico, il
senso critico, la coscienza dei doveri morali nella scelta delle letture, delle
proiezioni cinematografiche, delle trasmissioni radiofoniche e televisive.
A parte infatti
la constatazione che i fanciulli sono più facilmente vulnerabili per la
loro stessa immaturità, c'è da sottolineare che l'abitudine
all'autocontrollo, acquisita in tenera età, servirà loro per
tutta la vita.
La
gioventù è generosa, altruistica, spontanea e sincera.
Qualità meravigliose, che per mezzo dell'autocontrollo potranno essere
conservate soltanto se i giovani avranno imparato presto a stimarle e a
conservarle.
I genitori e
gli educatori indirizzeranno perciò con opportune indicazioni i giovani
a scegliere essi stessi i mezzi di comunicazione, anche se, come si
renderà necessario qualche volta, dovranno riservarsi il giudizio
definitivo circa tale selezione. Se ritenessero necessario in qualche caso
formulare un giudizio negativo sulla scelta fatta dai figli, abbiano
l'avvertenza di spiegare convenientemente le ragioni del loro atteggiamento. Si
ottiene infatti di più con la persuasione che con la proibizione,
soprattutto in campo educativo. Bisogna anche ricordare che le reazioni
psicologiche del fanciullo non sono uguali a quelle dell'adulto, e che
può quindi accadere che certe forme di comunicazione, che l'uomo maturo
trova noiose e controproducenti, siano invece gradite ai fanciulli e in genere
ai giovani. E poi importante che molti adolescenti possano diventare a loro
volta istruttori e formatori dei loro coetanei. La loro stessa età li
rende aperti alle nuove forme di cultura e facilita il dialogo con gli amici.
La sperimentazione di queste forme di educazione si è rivelata altamente
positiva.
68. Sarà poi molto utile ai
genitori e agli educatori assistere ai programmi televisivi e cinematografici
che godano di alto gradimento da parte dei giovani, come pure leggere le
pubblicazioni da loro preferite; potranno così discuterne con loro
cercando di acuirne il giudizio critico. Quando sono prese in esame produzioni,
che possono suscitare incertezze o perplessità, i genitori cerchino di
guidare con pazienza e gradualismo i loro figli a rilevarne gli aspetti
positivi ed a considerarne tutte le componenti in una visione globale del
contesto.
69. L'insegnamento circa la comunicazione
deve essere inserito regolarmente nelle stesse scuole per addestrare gli
studenti dei vari gradi di studi, gradualmente, ma con sicurezza, ad orientarsi
sui principii ed a fare una scelta consapevole nella lettura dei libri e nelle
produzioni moderne e a comprenderli. Nei programmi scolastici trovi una buona
collocazione anche questa disciplina, che sarà approfondita a parte in
conferenze e riunioni, sempre sotto la guida di competenti.
70. E evidente che i genitori e gli
educatori non possono compiere bene questo loro grave dovere se non hanno una
fondata convinzione della validità degli strumenti di comunicazione.
Bisogna qui ricordare, a quanti sono nati quando questi mezzi non c'erano, che
essi molto più difficilmente dei giovani riescono a capire il linguaggio
dei mezzi stessi. I genitori sono talvolta preoccupati perché i mezzi
della comunicazione offrono largo spazio a tutti i problemi, anche i più
spinosi, sia sociali che religiosi. Orbene, dato che la maggioranza delle famiglie
ha a cuore che i figli facciano buon uso di questi mezzi, sappiano i genitori
anche concedere la necessaria fiducia a questi ritrovati moderni, riflettendo
che i loro figli, nati, cresciuti e formati in un altro clima sociale, sono
assai più preparati a reagire contro le molte e varie sollecitazioni a
cui possono essere sottoposti.
|