|
b) Formazione
dei "comunicatori"
71. Non è difficile trovare
dei comunicatori sprovvisti di una vera e specifica formazione. Perché
le loro prestazioni siano all'altezza del compito devono avere un'adeguata
preparazione culturale. C'è quindi da augurarsi che vengano erette,
nelle scuole superiori, delle cattedre di comunicazione sociale per il
conferimento di gradi accademici in questa disciplina. Prima di assumere
responsabilità professionali, i comunicatori devono possedere una solida
preparazione teorica e tecnica.
72. I comunicatori non devono
però essere preparati solo tecnicamente, ma anche culturalmente.
Poiché i mezzi di comunicazione sono a servizio dell'umanità, i
comunicatori devono sentire l'impegno di servire l'uomo; tale
disponibilità al servizio potrà nascere soltanto in coloro che
cercano di comprendere e di amare veramente l'uomo.
I comunicatori
sentiranno sempre più tutta la bellezza della loro professione e
riusciranno a renderla apportatrice di sempre nuovi benefici alla
società, quanto più profondamente saranno convinti che al di
là di quei congegni, che trasmettono le loro voci e le loro immagini,
vivono e operano dei veri uomini. Pertanto, quanto più i comunicatori
riusciranno a conoscere il pubblico e a stimarne le esigenze intellettuali e
morali, tanto più sapranno adattare le loro comunicazioni alle
necessità dei recettori favorendo un vero e nuovo spirito comunitario.
|