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b) Dei
"recettori"
81. Le possibilità dei recettori
sono molto ampie e di conseguenza le loro responsabilità sono più
importanti di quello che comunemente si crede. Che si possa instaurare un vero
ed autentico colloquio, dipende infatti in gran parte dai recettori. Se essi,
invece, riceveranno in modo passivo le proposte della comunicazione, il
discorso andrà in una sola direzione e resterà senza un vero
interlocutore, nonostante gli sforzi dei comunicatori per aprire il dialogo.
82. Il recettore può
ritenersi attivo quando riesce a interpretare accuratamente le notizíe,
giudicandole alla luce degli antefatti e del contesto generale. Così
pure quando fa una selezione fra di esse con prudenza e spirito critico, quando
integra una notizia che gli è giunta monca con l'apporto di particolari attinti
da altre fonti, infine quando è pronto ad esporre in pubblico il suo
consenso, le parziali osservazioni o il totale dissenso.
83. Chi obbiettasse che i cittadini,
i quali prendono parte a questo pubblico dibattito, hanno poca influenza
perché individui isolati, non dovrebbe dimenticare che essi diventano
una vera potenza, se si riuniscono in gruppo. Come ci sono le associazioni dei
comunicatori, così anche i semplici cittadini devono riunirsi in circoli
o associazioni proprie per far sentire la loro voce. Possono ugualmente aderire
ad altre organizzazioni che hanno gli stessi scopi anche se più ampi.
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