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a) Fra
cittadini e autorità civili
84. Poiché le comunicazioni
sociali servono al progresso della società, tanto i cittadini che le
pubbliche autorità hanno il preciso dovere di interessarsene. E
vantaggio comune rivendicare la libertà di comunicazione e procurare le
condizioni necessarie perché tutti coloro che sono implicati nel campo
delle comunicazioni si comportino con piena coscienza delle loro
responsabilità, nel rispetto della persona umana e nella ricerca del
bene del proprio paese e di tutti i popoli.
85. Una vera comunità civile
richiede prima di tutto che sia riconosciuta la libera iniziativa per gli
individui e per i gruppi e che nella loro qualità di comunicatori e di
recettori, esercitino un responsabile autocontrollo. In questa prospettiva
è utile, e spesso necessario, che i comunicatori diano vita a
organizzazioni che si propongano un tale scopo
86. Il ruolo delle autorità
civili in questo campo deve esplicarsi in forma positiva più che in
forma negativa. n suo compito infatti non è quello di frenare o di reprimere,
anche se in qualche caso è necessario ricorrere a misure correttive. Il
Concilio Vaticano II ha ribadito che la libertà umana deve essere, con
tutte le forze, rispettata e difesa, e che può venire limitata solo
quando lo richiede il bene comune. (15) La censura può quindi
venire applicata soltanto in casi estremi. Le stesse autorità civili
devono poi riconoscere l'attualità del principio della potestà
partecipata o, come si dice, della "sussidiarietà", concetto
richiamato più volte dal Magistero della Chiesa. Per questo principio i
pubblici poteri non devono prendere quelle iniziative che gli individui o i
gruppi possono attuare altrettanto bene, e qualche volta meglio.
87. Alla luce di questi principii,
si ravvisa la necessità di leggi che proteggano la libertà di
comunicazione e il diritto all'informazione perché l'una e l'altro siano
salvaguardati da pressioni di ordine economico, politico, ideologico che ne
possono impedire il libero esercizio. La legislazione deve anche garantire al
cittadino il pieno diritto di critica pubblica nei riguardi di tutta la
gestione dei mezzi di comunicazione, soprattutto quando la gestione assume
forma di monopolio; in modo speciale poi se essa sia statale. Non si può
negare che l'attività dei mezzi di comunicazione debba ai nostri giorni
venire disciplinata da norme legislative che tutelino efficacemente la
pluralità dell'uso di essi di fronte alla concorrenza commerciale, che
tende a una esagerata concentrazione. Devono essere inoltre salvaguardate dalla
legge la fama, la dignità e i valori culturali degli individui e dei
gruppi e garantita infine la libertà religiosa nell'uso di questi
strumenti.
88. E vivamente raccomandato ai professionisti
come pure alle associazioni che operano in questo campo che, di loro
iniziativa, promuovano dei congressi, regolati da proprie norme, per studiare e
fissare delle direttive per tutto quello che concerne la comunicazione sociale.
Saranno opportunamente chiamati a questi congressi rappresentanti delle varie
associazioni e delle varie categorie sociali. Si spera così che da una
parte possa venire eliminata l'interferenza dell'autorità civile e
quella pesante dei centri di potere economico e dall'altra si venga a creare
una collaborazione efficace fra i comunicatori stessi, cosicché sia
rafforzata l'influenza delle comunicazioni sociali in vista del bene comune.
In qualche
caso, tuttavia, occorrerà l'intervento pubblico per costituire delle
commissioni di vigilanza sui mezzi di comunicazione. Queste commissioni
dovranno avere una equilibrata struttura giuridica perché possano essere
veramente rappresentative di ogni movimento di opinione nell'ambito della
comunità.
89. Le disposizioni legislative, con
tutta la loro forza, dovranno difendere i giovani dai gravi danni di ordine
psicologico e morale, che essi possono ricevere da certe trasmissioni, con
pericolo di traumi permanenti.
Per la
formazione dei giovani e degli adolescenti, saranno fissati per legge sussidi
necessari all'attività didattica della famiglia e della scuola.
90. Similmente le autorità
pubbliche vengano invitate a sostenere finanziariamente tutte le iniziative,
che riguardano gli strumenti della comunicazione sociale, perché essi
contribuiscano decisamente al bene comune. In questo settore possiamo ricordare
le agenzie per la diffusione di notizie, l'editoria di libri e pubblicazioni
didattiche, la produzione di film e di trasmissioni radiotelevisive dedicate ai
ragazzi, tutte iniziative che difficilmente possono registrare un bilancio
attivo.
L'intervento
pubblico deve pure incoraggiare la produzione di pellicole cinematografiche di
alto livello artistico, l'edizione di libri e l'allestimento di spettacoli di
particolare valore, che, per essere destinati a una ristretta cerchia di
pubblico, non potrebbero autofinanziarsi.
91. La responsabilità dei
pubblici poteri, nel settore dei mezzi delle comunicazioni sociali, ha oggi dimensioni
mondiali: siano quindi stipulate delle convenzioni internazionali, per
garantire il pieno sviluppo della comunicazione, senza discriminazione di razze
ed esclusa qualsiasi forma di monopolio. Negli accordi internazionali vengano
contemplate le modalità per l'utilizzazione dei satelliti artificiali.
Saranno così riconosciuti ad ogni popolo il diritto e la
possibilità di far sentire la propria voce nel colloquio mondiale.
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