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c) Fra tutti
i cristiani, i credenti e gli uomini di buona volontà
96. Le comunicazioni sociali non
raggiungeranno la loro finalità di contribuire al progresso, se non
affronteranno i difficili problemi che attanagliano l'uomo moderno e non gli
infonderanno la certa speranza di riuscire a risolverli. Per questo dovranno
far crescere continuamente la collaborazione fra gli uomini che credono nel Dio
vivente, specialmente fra quelli che si riconoscono uniti dal vincolo
battesimale, secondo l'insegnamento che il Concilio Vaticano II ha dato nei
documenti sull'ecumenismo e sulle religioni non-cristiane. (17)
97. Un esame approfondito delle
moderne produzioni della comunicazione porterà i cristiani a rendersi
sempre più conto dello spirito e delle inclinazioni della società
contemporanea che spesso è alienata da Dio. I registi e i giornalisti ci
offrono un quadro molto aderente di questa "alienazione", quando
esaltano la libertà dell'uomo con la forza persuasiva di felici
intuizioni e meritano gratitudine per questa loro abilità e talento. (18)
98. Spinti dalla loro fede, i
credenti di tutto il mondo possono dare un valido contributo alle comunicazioni
sociali, non solo perché si affermi il progresso umano nella
società e nei valori spirituali, ma anche perché con l'aiuto
della Divina Provvidenza, si instauri, in condizioni ottimali, quel dialogo
più alto ed universale, che conduca a rendere sempre più operante
nella vita di ognuno la comune fraternità degli uomini, sotto lo sguardo
di Dio, Padre di tutti.
99. Questo solidale aiuto può
trovare diverse espressioni e realizzazioni. Ne ricordiamo alcune, che sono
alla portata di tutti: trasmissioni radiotelevisive preparate congiuntamente,
servizi comuni di formazione per le famiglie e specialmente per i giovani,
convegni e dibattiti fra il pubblico e i professionisti della comunicazione,
conferimento di premi, con il concorso di tutti, alle migliori produzioni,
scambio di programmi e di ricerche scientifiche. Tutto questo perché gli
strumenti della comunicazione siano utilizzati nel modo migliore, puntando
prevalentemente sulla formazione professionale e rispettando la parità
di diritti fra tutti i popoli.
100. Per poter dare attuazione
pratica a queste indicazioni, occorre impostare insieme il programma di lavoro
e di finanziamento. In questa prospettiva il Concilio Vaticano II
suggerì, come mezzo validissimo, la Giornata Mondiale delle
Comunicazioni Sociali. A tutti i credenti in Dio è rivolto l'invito di
dedicare con impegno questo giorno alla preghiera e alla riflessione sui
problemi più scottanti e sulle future possibilità delle
comunicazioni sociali di promuovere scambi di idee fra i responsabili dei vari
settori, di trovare nuovi sussidi e nuove vie che stimolino le attività
e le iniziative atte a far progredire queste comunicazioni a vantaggio
dell'umanità intera.
Tutto il Popolo
di Dio infine - pastori e fedeli - darà il suo generoso apporto agli
sforzi e ai propositi degli uomini di buona volontà, perché gli
strumenti della comunicazione contribuiscano sempre più all'attuazione
della giustizia, della pace, della libertà e del progresso umano.
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