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Pontificia Commissione per le Comunicazioni Sociali
Communio et Progressio

IntraText CT - Lettura del testo

  • PARTE TERZA LE COMUNICAZIONI SOCIALI E L'IMPEGNO DEI CATTOLICI
    • Capitolo Secondo UTILITA' PER I CATTOLICI
      • 1. La pubblica opinione e la mutua comunicazione nella vita della Chiesa
        • b) Il dialogo fra la Chiesa e il mondo
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b) Il dialogo fra la Chiesa e il mondo

122. Il messaggio della Chiesa è rivolto non soltanto ai fedeli, ma ha dimensioni universali. In forza dell'esplicito precetto divino (6) e del diritto di informazione riconosciuto a tutto il genere umano, della cui vicenda terrena essa è solidalmente partecipe, la Chiesa deve rendere nota la sua dottrina e dare informazioni sulla sua attività. Inoltre, secondo l'insegnamento del Concilio Vaticano II, deve saper "leggere i segni del tempo", perché anche questi trasmettono in qualche modo la Parola di Dio e documentano la realizzazione della Storia della Salvezza, sotto la guida della Provvidenza.

La Chiesa deve quindi rendersi conto delle reazioni che il mondo contemporaneo, e non soltanto il settore cattolico, prova di fronte agli avvenimenti e alle moderne correnti di pensiero. Quanto meglio i mezzi di comunicazione documentano e interpretano quelle reazioni, tanto più giovano alla necessaria conoscenza del mondo da parte della Chiesa.

123. Quanti hanno responsabilità pastorali nella Chiesa devono, attraverso i mezzi di comunicazione sociale, annunziare con perseveranza la verità nella sua pienezza e procurare nello stesso tempo che venga presentata un'immagine fedele della Chiesa e della sua vita. Poiché essi sono spesso l'unico canale di informazione fra la Chiesa e il mondo, chi non li curasse sufficientemente finirebbe proprio per nascondere sotto terra i talenti ricevuti da Dio. Mentre la Chiesa auspica e spera che le agenzie di informazioni e gli strumenti della comunicazione rivolgano la loro attenzione agli argomenti religiosi e che li trattino con quel rispetto e quella discrezione che sono richieste dalla loro stessa natura, per parte sua deve offrire loro una informazione completa, accurata, non reticente, in modo che possano svolgere bene il loro compito.

124. Quanto è già stato detto (7) ha pieno valore anche per quel che concerne le notizie e i commenti dei fatti che riguardano la vita della Chiesa. Fa quindi parte della prudenza pastorale dell'Autorità ecclesiastica provvedere perché non venga loro tolta da altri l'iniziativa in questo difficile campo. E opportuno infine che le consultazioni e le decisioni in materia ecclesiale vengano comunicate, richiedendo l'impegno della massima riservatezza prima della divulgazione, a persone competenti, perché queste possano in seguito offrirne al pubblico un'accurata presentazione e un'approfondita analisi e rendere così un prezioso servizio alla Chiesa stessa.

125. In tre direzioni si polarizza quindi l'interesse dei cattolici per le comunicazioni sociali: esse 1) aiutano la Chiesa a presentarsi al mondo moderno; 2) facilitano il dialogo al suo interno; 3) la rendono edotta della mentalità concreta degli uomini contemporanei, ai quali l'arte terza, essa, per divino mandato, deve presentare l'annuncio di Salvezza. Per compiere questa missione la Chiesa deve usare un linguaggio oggi comprensibile a partire dai gravi problemi che angustiano l'umanità.




6) Cf Mt 28,12.



7) Cf paragrafo 38 della presente Istruzione.






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