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1.
Quantunque
sia noto già da tempo alla Nostra paterna vigilanza – per la quale dobbiamo
essere solleciti a rendere a ciascuno piena ed oculata giustizia – che per
comodità dei contendenti, al fine di dirimerle e definirle come si conviene, le
cause vengono affidate fuori della Nostra Curia Romana ad alcuni (secondo
quanto si dice) ai quali mancano sia un’adeguata conoscenza delle leggi, sia il
presidio della probità e della Fede, tuttavia siamo stati colpiti da un più
acuto dispiacere perché siffatto abuso, diventato di dominio pubblico, viene
apertamente confermato dalle molteplici doglianze inoltrate alla Sede
Apostolica e dalle lettere sempre più numerose inviate a Noi.
2.
Le precipue
motivazioni di tale abuso, che si evincono da molte di queste lettere,
riguardano soprattutto l’alto numero di Protonotari privi di competenza. Ad
essi, in quanto assunti a dignità ecclesiastica, vengono delegate le
summenzionate cause, per il tempo in cui restano investiti di questo incarico,
senza che siano sottoposti ad un preventivo attento esame dei loro meriti e
delle loro qualità, e senza ponderare con cura se possiedono i requisiti di
competenza giuridica e il polso per reggere le redini della giustizia.
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