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1.
Ciascuno può agevolmente
rendersi conto, se ferma l’attenzione sulle conseguenze nefaste, di quanto si
scostino dalla dignità del Sacramento e dalle disposizioni delle leggi
ecclesiastiche questi matrimoni volgarmente detti di coscienza, per poterli
avversare nel modo più deciso.
2.
Di qui traggono infatti
origine gravi peccati, specialmente per coloro che, messo da parte il divieto
del Divino Giudice, dopo aver lasciata la prima moglie, sposata segretamente,
promettono di sposarsi pubblicamente con un’altra, ingannandola con la speranza
del futuro matrimonio e inducendola a convivere in riprovevole dissolutezza.
3.
La malvagia concupiscenza
acceca a tal punto la mente di alcuni, da indurli a contrarre un nuovo
matrimonio segreto dopo un primo ugualmente segreto e non ancora sciolto dalla
morte del coniuge precedente, macchiandosi del grave delitto della poligamia.
Altri ancora si spingono a così grave impudenza, nel disprezzo di questo grande
Sacramento, da non rigettare di legarsi impudentemente con la poligamia,
procedendo a nuove nozze, in pubblico o in privato, dopo le prime compiute in
segreto.
4.
Mira dunque quali gravi mali
nascano da questi matrimoni, tanto da non poterli in alcun modo tollerare!
5.
Se dunque per rimuovere ogni
indizio del matrimonio ne consegue che l’uomo viva separato dalla donna, viene
immediatamente rimosso il consacrato modo di vivere nell’unità e viene
vanificata la parola del Signore: "Si unirà l’uomo alla sua donna e
saranno due in una carne sola"1. Se questo costume di
vita sarà conservato, nessuno potrà non accusare la materia quale riprovevole e
scandalosa. Né il danno inferto per lo scandalo potrà essere riparato se si
procederà alla celebrazione del matrimonio segreto, perché il peccato è avvolto
nelle tenebre e viene da tutti ignorato.
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