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1.
Essendo tutto ciò racchiuso
nei primi rudimenti della Fede Cattolica o, come si suol dire, nella Dottrina
Cristiana, è compito specifico dei Vescovi che questa venga illustrata in tutte
le Diocesi e in ogni luogo in modo chiaro e metodico, né possono, senza tacito
biasimo della coscienza, trascurarla; debbono anzi consacrare a questo lavoro,
sommamente necessario, tutta la cura e la diligenza.
2.
Non pensiamo che questo
incarico sia assegnato al Vescovo in modo a tal punto esclusivo da pretendere
la sua continua presenza all’insegnamento della Dottrina Cristiana, per
interrogare di persona i bambini e illustrare i Misteri della Fede che
professiamo. Sappiamo bene che l’onere del servizio apostolico incide
pesantemente sull’impegno della cura pastorale. Abbiamo capito a fondo, quando
reggevamo prima la Chiesa di Ancona e poi quella di Bologna, come il Presule,
che vuole adempiere compiutamente il proprio lavoro, sia agitato da infinite e
difformi preoccupazioni, come flutti.
3.
Assolverà questo incarico il
Vescovo che, anche in tempo diverso da quello della Visita Pastorale, sarà
qualche volta presente dove viene trasmessa la sana dottrina al cristiano,
interrogherà ragazzi e fanciulle sulle cose ascoltate e illustrerà con le sue
parole i Misteri della nostra Religione. Un impegno del Pastore che risulterà
grandemente utile al gregge a lui affidato, e il suo esempio stimolerà gli
altri a coltivare con tutte le forze la vigna del Signore degli eserciti.
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