|
1.
È pure ampiamente dimostrato
dall’esperienza che la fatica del solo parroco non è sufficiente, non potendo
uno solo insegnare a tutti, dove il numero la vince sulla disponibilità
dell’insegnante. Tuttavia non sarà mai privo degli opportuni rimedi il Vescovo
che si dedicherà con tutto il cuore e tutto lo zelo al bene della Chiesa che
gli è stata affidata. Potrà infatti fare ricorso a chi si accosta alla Tonsura,
a chi si avvia alla dignità del Sacerdozio salendo i gradini degli Ordini
Minori e Maggiori, a chi, infine, si dà da fare per trovare il modo di
accaparrarsi i benefici ecclesiastici. Il Vescovo ricorderà loro, con
autorevoli e dure parole (e alle parole rispondano i fatti), che non
acconsentirà mai alla Tonsura, raggiunta la debita età, o al conferimento degli
Ordini Minori, ma soprattutto di quelli Maggiori, di chi abbia trascurato di
assicurare la propria disponibilità ai parroci per insegnare la Dottrina
Cristiana.
2.
Distribuisca dunque tutti
questi chierici nelle singole parrocchie della sua Città e della Diocesi,
assegnandone pure alcuni a determinate Chiese. Faccia inoltre sapere,
garantendone la promessa, che nel conferimento delle parrocchie e degli altri
benefici a norma di diritto, avranno peso ed importanza lo zelo e la diligenza
impegnati dai chierici in questo lavoro; in questo modo sarà per sé evidente
che il compito di insegnare non è stato assegnato al solo responsabile della
Diocesi, ma che molti devono esservi disponibili, perché tutti insieme
concorrano a dar compimento al suo incarico.
|