|
1.
Tutti gli uomini, di ogni
età e condizione sociale, sono soliti nettare le sozzure dell’anima con il
Sacramento della Penitenza. Il Vescovo farà dunque in modo che il Sacerdote,
che accoglie le Confessioni, tenga come certo e immutabile che non è valida
l’assoluzione sacramentale impartita a chi non conosce ciò che è indispensabile
per necessità di mezzo e che gli uomini non possono essere riconciliati
con Dio con questo Sacramento se prima, scossa la caligine dell’ignoranza, non
saranno condotti alla conoscenza della Fede. Sappia anche il Confessore che
deve essere rimandata ad altro tempo l’assoluzione di chi, per sua colpa, non
conosce ciò che è indispensabile per necessità di precetto. In questo
caso il penitente può anche essere assolto, qualora si riconosca colpevole di
questa sua non insuperabile ignoranza, ne chieda perdono a Dio e prometta
sinceramente al Confessore di darsi da fare per apprendere, con l’aiuto di Dio,
anche ciò che è necessario per necessità di precetto.
|