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1.
Anche le città presentano
specifici inconvenienti. Accade spesso infatti che in certe Chiese,
specialmente di Regolari, vengano celebrate festività con rito solenne e grande
concorso di popolo. Per questo, se nella Chiesa parrocchiale si tiene il
catechismo al mattino presto o subito dopo il pranzo, nessuno o ben pochi
saranno i presenti e accamperanno come scusa l’orario fissato. Se non verranno
scelte ore più comode alla popolazione, è confermato dall’esperienza che il
popolo accorrerà alla Chiesa dove viene solennizzato il giorno festivo e,
attratto dall’apparato liturgico, diserterà la Dottrina Cristiana non senza grave
danno dell’anima. Poiché non è possibile fissare al riguardo una norma sicura e
generale, vogliamo che questo compito sia lasciato al solerte Antistite della
Chiesa, il quale, tenendo conto della natura del luogo, delle circostanze e
delle persone, e soppesata la portata dell’insieme dei fatti, trovi il modo di
comporre la celebrazione del giorno festivo con la Dottrina Cristiana, perché
una non sia di inciampo all’altra. Se i Regolari e gli Ordini esenti si
opporranno e, sebbene ammoniti dai Vescovi, si sentiranno autorizzati a
compromettere lo svolgimento della Dottrina Cristiana, offriamo agli Ordinari
dei luoghi la Nostra autorità che abbraccia gli Esenti, e non mancheranno alla
sollecitudine Apostolica altri mezzi per evitare che le Chiese parrocchiali
siano defraudate della dovuta considerazione.
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