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Benedictus PP. XIV
Etsi minime

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  • Capitolo XVIII
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Capitolo XVIII

1. Questo libretto deve anche contenere gli Atti di Fede, di Speranza e di Carità, sicuramente composti in modo retto e competente. Se ciò non corrispondesse al vero, una volta perfezionati, siano stampati in forma corretta. Questi Atti trovano più conveniente essere divulgati piuttosto con contenute che con abbondanti parole, purché per mezzo loro si riveli tutta la forza e la natura della virtù.

2. Poiché per chi professa la Religione cristiana sono sommamente necessarie l’abitudine e la pratica di proferire spesso questi Atti, affinché il loro uso non sia contenuto in limiti angusti e non sia ristretto da qualcuno ad un modesto numero per ogni anno, il Vescovo, preoccupato della propria non meno che dell’altrui salvezza, emani provvide disposizioni perché nelle parrocchie della città e della diocesi i rettori di anime, subito dopo la celebrazione della Messa festiva, inginocchiati davanti all’altare, recitino con voce chiara ed intelligibile i ricordati Atti delle virtù, cercando di precedere il popolo che dovrà ripetere le parole da loro pronunziate. In questo modo i fedeli, senza quasi accorgersene, li impareranno a memoria e prenderanno l’abitudine di attendere a questa pia pratica non solo in quelli festivi, ma anche nei giorni rimanenti.




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