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1. Tuttavia,
dal momento che l’antica prassi e la disciplina della Chiesa, secondo le quali
i fedeli presenti alle Messe erano soliti partecipare senza distinzione nei
pubblici conventi al Sacrosanto Sacrificio, si addicono per ogni verso
all’insegnamento e all’esempio di Cristo Signore, ripetiamo le parole dello
stesso Concilio con quello spirito con cui furono da esso proferite: "Il
Sacrosanto Sinodo vorrebbe che i fedeli presenti alle singole Messe
comunicassero non solo con l’affetto spirituale, ma anche con l’atto
sacramentale di accostarsi all’Eucaristia, perché provenga loro più abbondante
frutto di quel Santissimo Sacrificio".
2.E volesse il
cielo che anche gli uomini del nostro tempo fossero infiammati dallo stesso
fervore di pietà cristiana di cui ardevano i fedeli dei primi secoli, e
accorressero cupidi alla pubblica Mensa Sacra e non soltanto fossero presenti
alla solennità dei Santi Misteri, ma fossero devotamente ansiosi di
parteciparvi. Certamente non vi è atto alcuno in cui i Vescovi, i Parroci e i
Confessori possano dedicare ogni loro impegno più proficuamente che nello
stimolare i fedeli a coltivare quella purezza di mente per cui sono resi degni
di accedere spesso alla Sacra Mensa e di partecipare non solo con lo spirito,
ma anche accostandosi ai Sacramenti e al Sacrificio che dal Sacerdote, come da
un pubblico Ministro della Chiesa, viene offerto non solo per se stesso ma per
loro e in loro nome.
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