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Benedictus PP. XIV
Cum semper oblatas

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Capitolo VI

1. Quando abbiamo affermato che tutti coloro che hanno cura d’Anime devono applicare il Santo Sacrificio della Messa per il popolo ad essi affidato, non per questo abbiamo inteso stabilire che quotidianamente, o qualunque volta essi celebrano, siano tenuti a questa applicazione. E infatti il Santo Concilio Tridentino4. ordina ai Vescovi di prendersi cura che i Sacerdoti celebrino la Santa Messa almeno alla domenica e nelle feste solenni; se poi sono in cura d’Anime, celebrino la Santa Messa così frequentemente da soddisfare le esigenze del loro popolo. Ma già in molte Costituzioni Sinodali sono stati provvidamente stabiliti dai Vescovi – come ben sappiamo – i giorni nei quali i Pastori d’Anime devono celebrare la Santa Messa pro populo.

2. Noi ci siamo presi l’impegno di decretare soltanto quando, senza alcun dubbio, si debba celebrare la Messa per il popolo. Sappiamo anzi quello che d’altronde era stato disposto dalla Santa Congregazione del Concilio, che cioè il Parroco dotato di pingue beneficio dovrebbe ogni giorno celebrare e applicare la Santa Messa per il popolo e che chi non gode di questi abbondanti redditi è tenuto a farlo soltanto nei giorni festivi. Ma Noi, ben sapendo quali controversie sono sorte su questo punto, cioè a quale somma dovrebbero giungere i proventi della Chiesa parrocchiale, per essere stimati pingui e abbondanti, e poiché non possono essere dichiarati pingui quei redditi, anche copiosi, ai quali però sono annessi molteplici e gravi oneri, e poiché conosciamo quante querele sono sorte contro questo decreto, ritenuto troppo rigido, Noi crediamo opportuno dichiarare alle Vostre Fraternità che per Noi è già soddisfacente e per Voi sufficiente che coloro che esercitano la cura d’Anime, celebrino il Sacrificio della Messa tutte le domeniche e le Feste di precetto applicando per il popolo.

3. Le domeniche e gli altri giorni festivi sono quelli nei quali, secondo il precetto del Concilio di Trento5. tutti i preposti alla cura delle Anime devono nutrire il popolo loro affidato con salutari parole, insegnando quelle verità che tutti devono conoscere per la loro salvezza: e sono quelli i giorni dei quali il Sacro Concilio decretò: "Il Vescovo ammonisca il popolo con molta cura e ciascuno deve essere presente alla sua Parrocchia, quando ciò è comodo, per ascoltare la Parola di Dio". In questi giorni i Parroci devono istruire i loro parrocchiani nella dottrina cristiana, secondo quel che prescrive lo stesso Concilio: "Abbiano cura i Vescovi che i fanciulli nelle domeniche e negli altri giorni di festa siano istruiti nelle singole Parrocchie su i Rudimenti della Fede e l’obbedienza a Dio e ai genitori"6.




4. Sess. 23, cap. 14.

5. Sess. 5, cap. 2; sess. 24, cap. 4.

6. Conc. Trid., sess. 24, cap. 4.




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