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Benedictus PP. XIV
Inter omnigenas

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Capitolo XXII

1. Con troppo dolore abbiamo poi saputo che le Chiese di codeste regioni sono talmente abbandonate e rovinose e che il furore degl’infedeli è così insolente che non è possibile conservare la Santissima Eucaristia in modo decente e sicuro, come si conviene. Da ciò deriva che la maggior parte dei fedeli infermi paga il debito alla natura senza il Viatico della salvezza. Per l’avvenire si deve ovviare e provvedere, per quanto possibile, a questo gravissimo male; perciò i Parroci devono cercare con ansiosa diligenza di aver notizia degli infermi, non solo per purificarli col Sacramento della Penitenza, e per aiutarli e sollevarli con esortazioni cristiane e conforti spirituali, ma anche perché siano ristorati col santissimo Corpo di Cristo e fortificati per affrontare l’ultima battaglia. Perciò, quando vedano che il pericolo di morte sovrasta qualche fedele, al più presto gli somministrino il predetto Sacramento dell’Eucaristia e, se possono farlo senza pericolo, presolo dalla Chiesa, se ce n’è qualcuna, lo devono portare a casa dell’infermo, dal momento che non è lecito celebrare la Messa presso gli infermi, in luogo non consacrato, eccetto il caso gravissimo di necessità.




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