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| Benedictus PP. XIV Inter omnigenas IntraText CT - Lettura del testo |
1. Sarà dunque compito dei Vescovi, dei Parroci e dei Missionari, ammaestrare ed ammonire seriamente quei Cristiani che empiamente osano fare le cose suddette, con grande offesa della Fede; invano si vantano della custodia, dello zelo nella legge cristiana e della educazione dei figli nella medesima legge, poiché se mancano anche in uno solo di questi punti, si rendono colpevoli di tutti. Perciò dichiarino ad essi apertamente che chiunque, per timore di qualsivoglia potestà o per paura di perdere i beni materiali, tradisce la sua Fede, provoca l’ira di Dio su di sé e si esclude da ogni speranza di salvezza, a meno che se ne penta, poiché teme più l’uomo che Dio e preferisce conservare le cose effimere di questa terra piuttosto che acquistare le realtà eterne. Se poi alcuni vorranno continuare ostinati in questa via di empietà, saranno privati dei Sacramenti in vita e, se morranno impenitenti, dei suffragi dopo la morte; a questi nessun Ministro della Chiesa osi ammetterli, altrimenti dovrà essere punito dal proprio Vescovo con le pene canoniche, secondo quanto è prescritto anche dal suddetto Concilio Albanese.