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Benedictus PP. XIV
Nimiam licentiam

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Capitolo VI

1. Perciò, essendo preclusa ogni via lungo la quale si possa conoscere se un matrimonio viene celebrato con il consenso e la necessaria libertà di ambedue i contraenti e se intercorra fra un contraente e l’altro qualche impedimento in forza del quale il matrimonio già celebrato debba essere sciolto, ne deriva la conseguenza di frequenti dispute sull’annullamento dei matrimoni, anche di quelli celebrati in Chiesa. Talvolta si discute se il matrimonio sia stato contratto con la forza, o con la paura o senza il pieno consenso di un coniuge; talvolta si allega un impedimento legittimo e canonico che si sarebbe potuto conoscere prima che il matrimonio venisse celebrato, se non fosse stato tenuto nascosto intenzionalmente; a volte, ancora, accade più frequentemente che si chieda la nullità del matrimonio perché celebrato davanti ad un altro Sacerdote, sia pure con il consenso del Parroco o del Vescovo, ma senza le necessarie e solite forme. Certamente non v’è nessuno che non comprenda che tutto quanto premesso è causa di alimento pressoché continuo alla nequizia diabolica, e costituisce una porta aperta alla malvagità: il vantaggio canonico del ricorso da Noi ricordato nella nostra Letteravantaggio che, dopo la sentenza relativa alla nullità del matrimonio, può essere acquisito con frodi ed espedientideve essere impedito; e s’impedisca del pari che gli scioglimenti dei matrimoni in Polonia si facciano più frequenti, poiché recano grave offesa e scandalo ai buoni.




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