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Benedictus PP. XIV
Gravissimum supremi

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Capitolo XVIII

1. Poniamo fine a questa Lettera, perché non sembri un po’ troppo lunga, mettendovi sotto gli occhi l’esempio del Santo Re Giosafat. I Sacerdoti, come ministri, andavano incontro al Re vincitore e "insegnavano al popolo di Giuda avendo il libro della legge del Signore, e percorrevano tutte le città di Giuda ed erudivano il popolo".11. Né bastò al Re l’opera dei Sacerdoti, ma egli stesso si recò presso il popolo di Bersabea "fino al monte Efraim e li richiamò al Signore, Dio dei loro padri".12. Stabilite di imitarlo; e non solo mandate i Sacerdoti attraverso le Diocesi, ma voi stessi percorretele tutte le volte che problemi più gravi ve lo permettano. Così il popolo, toccato dalla vostra presenza e dalla vostra virtù, sarà più infervorato ad imboccare la strada del Signore. Se c’è da sopportare qualche incomodo, commuoverete Dio più facilmente a questa condizione, che non vi faccia pagare per la negligenza con cui trascuraste di visitare la Diocesi – restando in Sede – quando era necessario: ciò che sappiamo per certo essere accaduto ad alcuni di voi. E non mancheranno i provvedimenti della Provvidenza Apostolica a questo male che si trascina nel tempo. Frattanto non tralasceremo di ricordare Voi e il vostro gregge, tutte le volte che celebreremo all’altare.

A Voi e al Popolo affidato alle Vostre cure, impartiamo di cuore la Benedizione Apostolica.




11. 2Cr 17,9.

12. 2Cr 19,4.




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